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I corsi per professioni sanitarie non abbandonano Cremona

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L’università di Brescia conferma la propria presenza nelle sedi distaccate dei corsi in professioni sanitarie, Cremona compresa, ma non nasconde le difficoltà a mantenere in piedi l’impianto organizzativo reso possibile negli scorsi anni dalla legislazione universitaria e dal sostegno di regione Lombardia. In un comunicato, l’ateneo dichiara che “continuerà ad essere presente nei diversi ospedali con i propri tirocinanti; l’attività didattica frontale in sede verrà mantenuta nel caso in cui i docenti siano del territorio e in teledidattica, in spazi concordati con le strutture locali, nel caso di docenti strutturati dell’Università degli Studi di Brescia; gli ospedali continueranno ad avere i finanziamenti regionali per la presenza; gli studenti continueranno a fare gli esami a Brescia – come oggi avviene – e otterranno la laurea rilasciata dall’Università degli Studi di Brescia. Per la maggior parte dei corsi la sede amministrativa degli stessi sarà nei territori. L’unico vero cambiamento, attualmente indotto dalle norme dello Stato, riguarda la mancata attivazione del primo anno di corso per quanto riguarda l’attività didattica frontale di alcuni corsi di studio, quali Infermieristica ad Esine. Per garantire la situazione attuale, ovvero un alto numero di corsi con sede amministrativa decentrata, occorre poter contare su un numero crescente di professori universitari, situazione che oggi non è percorribile per il nostro Ateneo – così come per tutti gli atenei italiani – per il sostanziale blocco del turn over”.

“Nel corso degli anni – continua l’ateneo –  la legislazione universitaria ha consentito che si potessero aprire sul territorio più corsi di studio professionalizzanti in ambito sanitario. In considerazione di questo e della volontà espressa e sostenuta economicamente da Regione Lombardia, l’Ateneo bresciano ha convintamente concretizzato la propria presenza in diverse centri (Mantova, Cremona, Esine, Chiari, Desenzano), dove gli studenti hanno potuto svolgere l’intensa attività di tirocinio che caratterizza i corsi di studio professionalizzanti, oltre che attività formativa frontale con docenti presenti nelle sedi decentrate.

“Attualmente gli indirizzi ministeriali riguardanti la qualità della didattica e la sostenibilità dell’offerta formativa inducono l’Ateneo di Brescia a riconsiderare l’organizzazione della propria presenza in questi territori. Il problema, su cui si è avuto modo di ragionare anche con la Regione, deve essere affrontato per garantire quanto previsto dalle recenti norme, i cui contenuti impongono una riqualificazione dell’erogazione dell’offerta formativa”.

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