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Svuotamento del centro, Ceraso: 'Negozi più decorosi e incentivi a chi affitta'

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Contro lo svuotamento del centro storico dai negozi, arriva una mozione del consigliere comunale Maria Vittoria Ceraso, che chiede alla Giunta di realizzare un’ordinanza che imponga a chi possiede un negozio vuoto di mantenerlo in condizioni decorose, ma soprattutto che incentivi per l’applicazione di canoni calmierati, oppure la realizzazione di mostre estemporanee all’interno delle vetrine vuote. Insomma, una serie di strategie che consentano di ravvivare un centro sempre più spento.

“Nel centro storico di Cremona, in seguito alla progressiva chiusura di attività economiche, sono sempre più numerosi i fondi commerciali lasciati sfitti per lunghi periodi, e che questo fenomeno riguarda sempre più numerose strade cittadine – fa notare il consigliere -. Le vetrine sfitte e i negozi chiusi creano già di per sè un senso di vuoto e aumentano il senso di desertificazione, indebolendo in particolare l’attrattività del centro storico come luogo di socializzazione, ritrovo e svago, rendendo meno gradevole l’esperienza dello shopping e del vivere il cuore cittadino”.

In particolare, Ceraso rileva “vetrine sprorche e non oscurate in maniera decorosa, sulle quali sono affissi, sia sulla parte esterna che interna, manifesti, volantini, fogli di giornale, avvisi vari ecc”, ma anche “fondi commerciali protetti da serrande forate dove l’intercapedine tra queste e la porta di ingresso diventa ricettacolo di sporcizia e rifiuti vari, causando oltre a gravi problemi di igiene pubblica un forte degrado estetico”.

Una situazione che mina fortemente il decoro urbano, ma anche l’igiene pubblica, facendo “crescere la percezione di insicurezza da parte della popolazione”.

La mozione impegna quindi Giunta e sindaco “a valutare l’opportunità di predisporre, come già fatto da sindaci di altre città, un’ordinanza finalizzata a contrastare e prevenire comportamenti anche omissivi, che determinino il depauperamento del patrimonio collettivo e favoriscano situazioni generali di incuria e degrado, comportando lo scadimento della vivibilità urbana, e sostanzialmente, della qualità della vita civile,  imponendo ai proprietari dei fondi sfitti ubicati in città, ed in particolare nel centro storico, di attenersi ai seguenti comportamenti: pulire le saracinesche e soprattutto togliere gli eventuali rifiuti accumulatisi e gettati attraverso le serrande all’interno degli immobili; oscurare le vetrine attraverso modalità e materiali tali da rispettare il decoro estetico delle vie del centro; rimuovere le insegne degli esercizi cessati, con ripristino dello stato dei luoghi; tenere pulite le vetrine conservandole libere sia sull’esterno che sull’interno da affissioni  di manifesti, volantini, fogli di giornale, e simili anche se fatti da terzi, ad eccezione delle comunicazioni di trasferimento dell’attività commerciale in altro luogo e dell’offerta di vendita o locazione del fondo”. Ordinanza che, per Ceraso, andrebbe fatta rispettare “pena la sanzione pecuniaria da euro 25 a euro 500”. Naturalmente questo comporterebbe un’azione di controllo da parte della Polizia municipale.

Accanto a questo, si suggeriscono alcune misure di prevenzione: “sostenere iniziative ideate e gestite da giovani o da associazioni giovanili e sviluppare progetti intersettoriali destinati a favorire l’accesso al lavoro, al credito attraverso accordi con il sistema creditizio, imprenditoriale e con le parti sociali; concertare politiche di controllo sugli affitti dei negozi”.

In sostanza si dovrebbe fare in modo che il Comune, quale capofila del Distretto del Commercio, “solleciti l’attuazione del progetto “Vetrine accese” previsto nel Piano d’azione per lo sviluppo del Distretto del Commercio ‘Un salotto per Cremona’, il quale prevede,  sull’esempio di quanto attuato in altre Città (il progetto “Brescia open” a Brescia  e “Riaccendiamo le vetrine spente” a Cesena), attraverso vari strumenti (incentivi e/o disincentivi fiscali, convenzioni, ecc.), di incoraggiare i proprietari dei locali sfitti ad applicare canoni calmierati, garantendone il pagamento attraverso le cooperative fidi delle Associazioni di categoria, con possibilità di coinvolgere nell’accordo  anche gli Istituti bancari, sia  per la garanzia sul canone, che per offrire un pacchetto di servizi indispensabili  all’imprenditore (conto corrente, fido, Pos, ecc.)”.

Collateralmente, i proprietari dovranno essere incoraggiati a “concedere in uso temporaneo i propri locali per realizzare mostre di giovani pittori,  per esporre immagini promozionali della Città, o per creare una rete di temporary shop, contraddistinti da un’immagine unica, da attivare  soprattutto in occasione di eventi di richiamo (Expo, Giovedì d’estate, Mondomusica, Le Corde dell’anima, Summer Festival, ecc.) per offrire  agli imprenditori la possibilità di provare nuove idee a costi accessibili”.

Il progetto prevede inoltre azioni di supporto, “per orientare i nuovi investitori che intendono aprire un negozio a Cremona verso le merceologie più carenti, mettendo a punto anche forme di incentivazione alla creazione di nuove imprese commerciali da parte dei giovani”.

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Commenti
  • erisso

    Sbaglio o nella precedente amministrazione era assessore? Non ricordo provvedimenti simili dalla giunta di cui faceva parte…

    • pendolarestanco

      nessun suo sbaglio, ahimè! ma un classico caso di comportamento bipolarpolitico post-elettorale. e fosse l’unica della precedente giunta ma è in buona compagnia.
      circa “l’insicurezza dei cittadini” l’ennesima perla: mi mancava il fatto di sentirmi insicuro per via delle vetrine. mi sento insicuro per gli spifferi (eufemismo) nel mondo del lavoro, per lo abbattimento del welfare, per il costo della vita, per il comportamento delle banche, per le demenzialità conseguenti al pareggio di bilancio (ormai keynes è peggio di belzebù) etc ma non di certo per le vetrine.

      • erisso

        Buona compagnia, certo. Come il Tremonti de noantri che non si accorse di quel ‘modesto’ errore sulla tassa rifiuti…