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Porta rifiuti come discariche, timore deregulation totale

Lettera scritta da a.b.

Caro direttore,

abito in una via trafficata di Cremona, di fronte alla fermata dell’autobus. Questa che allego è la foto del cestino dei rifiuti che sta di fianco alla mia porta di entrata. Qui stazionano tutti i giorni i passeggeri in attesa del bus, soprattutto ragazzi all’uscita di scuola e si arrangiano come possono, utilizzando questo sconcio cestino, sempre pieno di sacchetti dell’immondizia, come panchina. Il problema non sono certo i passeggeri, ma appunto, l’utilizzo del cestino come bidone per la spazzatura di casa. Già adesso la situazione è intollerabile, perchè non passa giorno senza che l’immondizia ritorni vanificando il lavoro del netturbino. Non oso immaginare quando verrà introdotto il sacco nero con il chip che consente di identificare le utenze domestiche. In quanti, pigri o incivili, incuranti o arroganti, si disferanno dell’immondizia in questo modo, nottetempo ovviamente, per evitare di pagare la Tari? E sarà spazzatura indifferenziata, ovviamente, plastica, carta, scarti organici, tutto insieme, tanto il responsabile non è identificabile. Alla faccia di chi, come me e tanti altri, cerca di differenziare il più possibile e non solo nell’ottica di spendere un po’ meno, ma soprattutto di non respirare il peggio del peggio gettando di tutto nell’inceneritore.

Vorrei sapere come Comune e Aem contano di gestire questa prospettiva, facilmente prevedibile. Magari eliminando un po’ dei raccogli-rifiuti sparsi per la città che servono soprattutto da discariche abusive? Cominciando, una volta tanto, dalle strade a contorno del centro storico e non sempre da piazza Stradivari? Nei centri urbani e nei paesi dell’Alto Adige, tanto per restare in Italia, i raccogli rifiuti sulla pubblica via sono stati notevolmente ridotti per evitare gli utilizzi impropri.

a.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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