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Dietro al furto di farmaci all'ospedale una banda di campani: business al Sud

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Dietro al maxifurto di farmaci antitumorali e farmaci biologici all’ospedale di Cremona del novembre 2013 l’azione di una banda di professionisti altamente organizzata e c’è ormai quasi la certezza che l’accento dei suoi componenti o almeno quello dei “venditori” sul mercato nero sia campano. Quello che gli investigatori della guardia di finanza di Roma e Napoli definiscono un “gruppo criminale senza scrupoli” dedito al commercio di farmaci rubati è stato sgominato nelle scorse ore. Otto persone, tutte di origine campana, sono state arrestate all’alba e devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere, ricettazione e detenzione di stupefacenti. Tra gli arrestati anche una donna, accusata di avere come ruolo la riscossione dei proventi. I finanzieri, coordinati dal sostituto procuratore di Napoli Diana Russo, fanno sapere di aver colpito quella che ritengono una banda che “lucrava a discapito della salute dei malati commercializzando farmaci ormai inutilizzabili e pericolosi”, come si legge in una nota riassuntiva dell’inchiesta. Le indagini fanno seguito a un sequestro di farmaci effettuato dalle fiamme gialle di Roma ad Arzano (Napoli) e al contestuale arresto di un farmacista della provincia di Salerno nel giugno del 2014.

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 53mila confezioni di farmaci in depositi di Arzano, Casoria e Napoli, per un valore di quasi 2 milioni di euro. Tra i medicinali anche prodotti destinati al trattamento terapeutico di patologie oncologiche e neurodegenerative e che richiedono “particolari modalità di conservazione, tra cui il mantenimento a temperatura controllata, prescrizioni ovviamente non osservate dai componenti dell’organizzazione”, sottolineano i finanzieri. Che aggiungono: “Oltre all’esecuzione delle misure cautelari personali, sono state sottoposte a perquisizioni tutte le abitazioni ed altri locali in uso agli indagati, due società logistiche e due farmacie, situate una nel centro di Napoli e l’altra in provincia di Salerno”. Stando a quanto accertato fin qui gli “ingenti quantitativi di farmaci provenienti da furti commessi su tutto il territorio nazionale venivano poi commercializzati nei circuiti ufficiali di vendita”.

I controlli sulle confezioni dei farmaci sono complessi. Tra le numerose scatole sequestrate è possibile, anzi “molto probabile”, che ci siano almeno alcune di quelle fatte sparire a Cremona, spiegano dal comando di Roma. In ogni caso le fiamme gialle che si sono occupate di quest’inchiesta sono pienamente a conoscenza del furto messo a segno nella città del Torrazzo. Alla luce della modalità e del periodo in cui è stato fatto il colpo (simile ad altri al Nord registrati nello stesso anno) gli investigatori pensano che ci sia un collegamento con la banda di venditori campani, che secondo alcuni elementi raccolti “avrebbe operato”, o almeno avuto collegamenti, “nel nord-ovest dell’Italia”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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