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Calma, continua a comandare Angelina Merkel

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Si vedono tante cose, tanti cambiamenti  di questi tempi. Netanyahu ha trionfato in Israele sconfiggendo pure i leader, nemici  e gufi, di mezzo mondo (e ci sarà una ricaduta pure da noi).  In Francia è tornato in scena Sarkozy  spostando il suo Ump su posizioni più estreme. In Andalusia il partito degli Indignados ha superato il 15% ma Zapatero minimizza, dice che sono solo giovani utopisti. Nel Regno Unito l’euroscettico Nigel Farage sta preparandosi al voto del 7 maggio e i soliti jettatori, temendolo, dicono che sta calando nei sondaggi. In Grecia la sinistra non aveva mai vinto ma ce l’ha fatta con Alexis Tsipras (ma forse e già pentita). In Austria vanno forte gli eredi Haider, il leader morto nel 2008; era il re della Carinzia, i republicones de noantri lo temevano perché diceva “se qui becchiamo un clandestino lo mandiamo subito in Italia”. Time gli ha dedicato una copertina. In Belgio galoppano i fiamminghi separatisti delle Fiandre. E la “maledetta Primavera” è appena cominciata.

Solo Angelina Merkel tira dritto, fiero l’occhio e svelto il passo. Non fa una grinza Frau Merkel. Resta al comando cavalcando “lo strapotere della Germania” come dicono pure i cronisti delle sue parti. E’ in edicola lo Spiegel con una copertina choc: un gruppo di gerarchi nazisti posano compiaciuti davanti al Partenone in rigoroso bianco e nero (sbiadito da decenni); ma davanti a loro, c’è l’intrusa Angelina in tailleur giallo-verde. La  Merkel sorride, guarda in cielo nella sua tipica posa con le mani giunte a formare un diamante.Il titolo della rivista è tranciante: “Lo strapotere della Germania”. Occhiello: “Come gli europei vedono i tedeschi”. E come volete che vi vedano, cari miei? Al mio bar si dice che siete sempre gli stessi, sempre i figli di quelli là.

Angelina non va presa sottogamba. La sua Cdu si è confermata appena un anno fa la prima formazione in Germania. La Cancelliera venuta dall’Est (anche se è nata ad Amburgo) si sente la Regina d’Europa. La sciura di  Berlino ha il rigore nel sangue. E’ figlia di un pastore della Chiesa Evangelica, da piccola era nei “Pionieri”, i boy scout della Ddr comunista. E’ cresciuta dietro il Muro, giova ricordarlo. Era il pulcino di Khol e lo ha silurato. Nel 2005 ha sbaragliato Schroeder, un Cancelliere che bucava il video (ed ora buca i pozzi russi per la Gazprom).

Frau Merkel è tosta e impermeabile agli insulti. In questi anni l’hanno definita di volta in volta comandante nazista (in Grecia soprattutto), dominatrice sadica, strega,robot, ammazza-persone, opportunista, scarpe tozze e basse, persino culona. Ma lei non ha mai perso l’aplomb di “donna di ferro”, alla Thatcher. Non bucherà lo schermo come Hilary, avrà pure la faccia da preside, come dicono. Ma resta la donna più potente del mondo. Quando ha chiesto a Napolitano la testa di Berlusconi è stata subito accontentata. E questo Renzi lo sa benissimo. Per questo gli fanno un baffo “gli spifferi e correnti” del suo  Pd, le unghiate di D’Alema che l’ha definito “arrogante”, la rabbia dei malpancisti rossi e rosè. Il mondo cambia, dice Pittibimbo. Ed ha ragione: a Milano se ne va Pisapia e arrivano i cinesi anche alla Pirelli. Forse è un passo avanti (ed infatti i sindacalisti già remano contro). Matteo per stare in sella si è annesso l’Ncd, Alfano è diventato un suo ostaggio, i sottosegretari indagati restano al loro posto. Il monocolore Pd è vicino. La riduzione delle tasse lontano. Ci stanno asfaltando.

Enrico Pirondini

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