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Kavarna: Babassi resta in carcere, per Croce si attende decisione

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Sopra, da sinistra l’avvocato Gigliotti e l’avvocato Parisi, legali dei due arrestati (foto Sessa)

AGGIORNAMENTO – Resta in carcere, Aioub Babassi, il 20enne bresciano frequentatore del Kavarna arrestato lunedì sera dalla polizia insieme al coetaneo Mattia Croce per devastazione e saccheggio per i danni arrecati alla città, e soprattutto al comando dei vigili urbani, in occasione del corteo organizzato dal centro sociale Dordoni il 24 gennaio scorso. Per Croce, invece, il giudice Letizia Platè non ha ancora deciso. Il suo legale, l’avvocato Marilena Gigliotti, ha presentato istanza per chiedere al giudice i domiciliari a casa del padre, un giorno dopo l’avvocato Raffaella Parisi, legale di Babassi, che per il suo assistito aveva chiesto la libertà o in subordine i domiciliari a casa dei genitori. Per Croce, quindi, la decisione dovrebbe arrivare solo nella giornata di martedì.

I due giovani erano stati interrogati giovedì mattina in carcere. Entrambi si sono entrambi avvalsi della facoltà di non rispondere ma hanno rilasciato dichiarazioni spontanee.
“Croce, il mio assistito”, ha riferito all’uscita dal carcere l’avvocato Marilena Gigliotti, “ha chiesto scusa alla città di Cremona. Ha raccontato di essersi trovato in una situazione più grande di lui e non sa come sia potuto accadere”. Il legale ha specificato che dietro l’accaduto “non c’è alcun motivo politico” e che Croce frequenta il Kavarna “solo perché è il disc jockey del centro”. Una passione, quella per la musica tecno, condivisa con l’amico Aioub Babassi, residente a Marone, anch’egli, a detta del suo avvocato Raffaella Parisi, frequentatore del Kavarna perché amante della musica. “Nemmeno Babassi”, ha aggiunto l’avvocato Parisi, “persegue ideologie politiche, si è trovato coinvolto nella bolgia e si è detto dispiaciuto per l’accaduto”.
Per i due legali “non sussistono più le esigenze di custodia cautelare: è trascorso del tempo e se l’avessero voluto avrebbero già potuto reiterare il reato”. Sia Croce che Babassi sono stati descritti dai loro avvocati come “due ragazzi minuti e fragili che ora sono disorientati perché si sono trovati in una cosa più grande di loro”. L’avvocato Gigliotti ha tenuto ancora una volta a sottolineare la “personalità fragile” del suo assistito, “un giovane con un percorso di adolescenza disagiata”.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Cremona ai cremonesi

    Sono solo 2 inutili individui, i quali stare qualche giorno dietro alle sbarre con certi elementi nn può che fargli del bene…. Chiudete i centri sociali.

  • un fascio di luce

    sono entrambi senza alcun tipo di ideologia politica, ma partecipavano al corteo antifascista, che puntava alla sede di Casa Pound, spaccando tutto ciò che trovavan strada facendo… in nome di una fantomatica aggressione subita da un “compagno” … aggressione peraltro che, a seguito delle perquisizioni a Casa Pound e suoi frequentatori, non è stata imputata a nessuno di loro… forse perchè si è trattato di una banale lite tra tifoserie provocate dall’atteggiamento “compagno”.. che forse le ha pure prese x sbaglio da qualcuno dei suoi…. si attendono gli sviluppi delle indagini… in quel caso i soldi dati alla famiglia del compagno, glieli richiedete indietro.. compagni? e i nostri politici eletti che vi han partecipato, cosa faranno.. un comunicato stampa??

    forse i due ragazzi pensavano di esser ad uno dei soliti rave party in cui fanno i dj? se al Kavarna, che non è una abitazione privata, si suona musica sicuramente i due dj verseranno allo Stato i diritti della Siae???? e vai, Guardia di Finanza! Verificare prego.
    Se devon pagare la Siae le feste di beneficenza, non a scopo di lucro, non vedo perchè non debba versarla il Kavarna? idem per il canone Rai x locali pubblici ecc ecc…
    non rimane che esser fiduciosi nel corso della giustizia e delle nostre Forze dell’Ordine!

    • GinoCremona

      I dj non pagano la siae ma l enpas.
      Giusto per correttezza, ma credo che non Sappiano nemmeno cosa sia…

      • un fascio di luce

        grazie del chiarimento.

        • GinoCremona

          La Siae la dovrebbe pagare l organizzatore, sempre che abbia una ragione sociale, ma dubito che un centro sociale possa avere una posizione inps, da qui tutte le attivita ricreative oltre le 30 persone e dove c’è un qualsiasi tipo di guadagno devono pagare i diritti alla Siae.
          Ma non ho mai sentito di controlli della siae di Cremona al csa.
          Sempre per correttezza.

          • un fascio di luce

            Immagino proprio che abbiano un codice fiscale o partiva iva. Chissà … Chissà che chi di dovere verifichi.
            Dato che chiedono pure a quei poveretti che coltivano gli orti sociali di averne una… Com’è strana la nostra città e i suoi politici. 🙁

  • paolo

    Quindi stando così le cose (“non abbiamo alcuna ideologia politica” dichiarano virgineamente ambedue ) mi attendo una rettifica dei due comunicati stampa di Dordoni e Kavarna: non più “2 eroici compagni ingiustamente in galera” bensì 2 onesti lavoratori (DJ) che “passavano di lì x caso”