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Dal Demanio al Comune, Pizzighettone recupera così la sua Piazza d'Armi

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Pizzighettone si prepara a vedersi restituita la Piazza d’Armi nella sua versione originaria, quella che meglio rappresenta la sua plurisecolare storia di cittadella militare, grazie al passaggio definitivo dal Demanio al Comune della palazzina ex Enaip, conosciuta anche come Villa Gerani. Una notizia giunta dopo anni di attesa, ufficializzata al protocollo del Comune. Il passaggio si colloca in un iter che Sergio Barili, Assessore al Turismo e al Patrimonio Murario del comune di Pizzighettone, segue da anni: “Pur avendo tutti i permessi necessari per procedere ai lavori, questo passaggio di proprietà è una tappa importante per gli interventi sul centro storico, fino ad oggi realizzati pur non essendo proprietari dei beni”. L’area interessata comprende, oltre alla stessa piazza D’Armi, gli edifici che ospitano il Comitato Locale della Croce Rossa, l’Avis, l’Aido, alcuni magazzini comunali e l’ufficio tecnico del comune di Pizzighettone, a cui vanno aggiunte l’officina e la cucina del Gruppo Volontari Mura. Un cittadina da sempre roccaforte militare, quella di Pizzighettone, che ha visto rinchiuse dentro le sue prigioni il re Francesco I nel XVI secolo, teatro di innumerevoli vicende storiche, ma da cui sono transitati anche nomi noti della cronaca nera recente come il terrorista Renato Vallanzasca negli anni del riformatorio (questa una delle funzioni svolte nell’ex villa Gerani).

La zona interessata si estende fino a piazza Cavour, comprendendo il parcheggio di Porta Crema e l’immobile dove è presente la Casa di accoglienza dell’Associazione Farsi Prossimo (vicolo Crema). E’ prevista a breve la demolizione di una parte di questi immobili per poter completare il progetto di ricreazione della vecchia piazza D’Armi e per migliorare la viabilità di attraversamento del centro storico, attualmente del tutto provvisoria. “Un traguardo importante per l’Amministrazione – afferma Barili – ma anche per la comunità di Pizzighettone che si riappropria dei propri beni e della propria storia. Un progetto vitale per la valorizzazione delle mura, un nostro elemento distintivo che porterà sicuramente in prospettiva anche ricadute economiche notevoli e indubbiamente benefiche per il nostro paese”.

Il Comune di Cremona da parte sua aveva a suo tempo stilato una serie di immobili appartenenti al Demanio a cui era interessata, ma niente di confrontabile con l’area che adesso rientra nella piena disponibilità del comune sull’Adda. In particolare, la scelta dell’amministrazione cremonese era ricaduta su  terreni ex Azienda Portuale in via Lungo Po Europa, appartamenti in via Tofane, ex terreni artigianali a sinistra del fiume Po, viale lungo Po Europa, ex argini a destra e sinistra del Cavo Cerca, appartamento in via Ferrante Aporti, terreno lato sud Piazza D’Armi su via dei Cipressi.

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