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Il giallo dell'allarme che suona da due mesi ininterrottamente, famiglie esasperate

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Un suono continuo, simile a quello di un allarme, più basso di tonalità ma penetrante e fastidioso, 24 ore al giorno, da circa due mesi ininterrottamente, affligge decine di famiglie in via Volturno. E una soluzione non si trova per farlo smettere. La situazione, al limite del paradosso, coinvolge la porzione tra i civici 24 e 44 della strada che collega corso Garibaldi a via Garibotti. E’ infatti in questa lunga fetta della via che il suono è nitidamente udibile. Di giorno e di notte.

Non è chiaro da dove arrivi. Camminando con alcuni residenti nell’area sembra effettivamente impossibile capire con certezza la provenienza. “Non si riesce a rintracciare l’origine”, spiega uno di loro. Dall’alto? Da qualche tetto? Dal basso? Da qualche cantina? Da qualche abitazione disabitata? Non si riesce a rispondere al momento.

Nessuna delle persone sentite ricorda il giorno esatto in cui è cominciato. “Ma con sicurezza posso dire che è da almeno due mesi che è presente questo suono”, spiega un cittadino. “Nessuno – prosegue – riesce a individuare la fonte. Va avanti giorno e notte, sempre, di continuo. Non smette nemmeno un secondo. Un paio di settimane fa un vicino ha chiamato i vigili urbani e ha chiesto informazioni. Non essendo chiara la fonte hanno detto che un intervento per rumori molesti risulta difficoltoso”. “Adesso – conclude – i disagi non mancano. Ma pensiamo soprattutto alla bella stagione che sta arrivando. Quando si apriranno spesso le finestre, e magari non si potrà fare altrimenti perché assente un impianto di climatizzazione, la situazione sarà destinata a peggiorare se non si farà qualcosa a breve”.

Il comandante della polizia locale, Pierluigi Sforza, sentito al riguardo, ha comunque spiegato che in caso di richiesta di intervento i vigili si interesseranno direttamente della questione. Dopo due mesi di disagi e una vana ricerca autonoma della fonte, nell’area c’è già chi ha preannunciato una richiesta formale di intervento.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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