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Strage di api operaie nel cremonese Forse morte nei campi

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Anche quest’anno è allarme per la strage di api sul territorio cremonese. Ma è una strage diversa dal solito: mentre gli anni scorsi le api bottinatrici venivano trovate morte a terra, davanti all’alveare, stavolta gli insetti non vi sono mai tornati, forse morti nei campi. L’allarme arriva da Pescarolo, dove Esterina Mariotti, apicoltrice, racconta che episodi simili sono capitati a lei ma anche ad altri colleghi del Cremonese.

Le api avevano iniziato il proprio lavoro nel mese di marzo e fin dall’inizio non apparivano molto in forma, come spiega Mariotti. Poi circa una ventina di giorni fa, con la fioritura della colza, era giunto il momento della raccolta dei nettari. Ma solo due giorni dopo l’inizio della loro opera, le bottinatrici (ossia le api che fanno la spola tra i fiori e le arnie) non erano più tornate alle arnie, sparendo nel nulla e lasciando solo le api di casa.

Un danno grande, perché oltre alle api operaie sono morte le larve, che non hanno potuto essere nutrite dal polline che portano solitamente le altre api. “Una stangata non indifferente – evidenzia Mariotti – che ci porta a iniziare il periodo di lavoro più intenso con il 30% di api in meno”.

Difficile anche capire quale sia la causa: veleno, pesticidi particolari sui campi… le ipotesi sono numerose ma di certezze non ve ne sono. Se non tutte quelle api sparite.

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