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Calcio, arrestato latitante singaporiano Era in contatto con Sartor

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Nella foto, Hristiyan Ilievski a palazzo di giustizia

Terzo ed ultimo round di interrogatorio durato 4 ore davanti al procuratore Roberto di Martino per Hristiyan Ilievski, 38 anni, il capo degli zingari, il macedone che dopo una latitanza di 4 anni ha deciso, sperando in un patteggiamento, di costitursi e di rivelare agli inquirenti, al gip Guido Salvini nei primi due interrogatori, ed ora al pm Roberto di Martino, aspetti scottanti dell’inchiesta sul calcio scommesse.

Oggi a Ilieski il procuratore ha mostrato 170 foto, tra cui anche quelle di persone facenti parte del gruppo degli ungheresi, che secondo l’ex  agente della polizia speciale macedone sarebbe stato coinvolto in una pluralità di situazioni. Il macedone ha ricordato di aver incontrato gli ungheresi varie volte e ha confermato, in occasione di Palermo-Napoli, partita per la quale la combine non andò in porto, di aver mostrato via Skype il denaro, circa 300 mila euro, ai giocatori.

Sulla combine di Lazio-Genoa del 14 maggio del 2011, Ilievski ha aggravato la posizione del capitano della Lazio Stefano Mauri, mentre ha scagionato l’ex centrocampista dei Grifoni Giuseppe Sculli.

Nell’interrogatorio di oggi il 38enne, difeso dall’avvocato Luca Curatti, è apparso scosso per via dell’uccisione di otto suoi ex colleghi nel nord della Macedonia in uno scontro con presunti terroristi. L’ex latitante sarà interrogato per l’ultima volta mercoledì dal gip Guido Salvini che dovrà anche decidere se scarcerarlo (probabilmente verrà applicata la misura dell’obbligo di dimora).

Il 15 maggio, invece, il procuratore sentirà Guido Marilungo, giocatore dell’Atalanta ora in prestito al Cesena. E’ stato lo stesso Marilungo a chiedere di essere interrogato.

Intanto in questi giorni è finito in manette in Malesia (ma è già stato scarcerato), Pho Hock Kheng, 47 anni, collaboratore del capo dell’organizzazione di Singapore, Tan Seet Eng. Fino ad oggi Pho Hock Kheng risultava latitante. Il gip Salvini ne ha chiesto l’estradizione dopo il mandato di cattura internazionale spiccato il 9 dicembre del 2011, nella seconda tranche dell’inchiesta.
Pho Hock Kheng era in contatto con l’ex difensore del parma Luigi Sartor, a cui il procuratore contesta l’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva e il concorso in riciclaggio. Sia  Sartor che il suo amico, il commercialista parmigiano Daniele Ragone, furono arrestati nell’ambito dell’inchiesta. Il primo finì in manette nel dicembre 2011 e il secondo  ai domiciliari alcuni mesi dopo, nel maggio 2012.

Sartor e Ragone, secondo le accuse, avrebbero fatto parte di un gruppo bolognese in contatto con l’associazione singaporiana per le scommesse clandestine. La procura ne ha ricostruito  i movimenti attraverso i tabulati telefonici. Sartori sarebbe stato in contatto con gli asiatici: il 27 febbraio 2011 sarebbe andato a prendere all’aeroporto di Malpensa proprio Pho Hock Kheng e l’avrebbe accompagnato verso l’abitazione di Beppe Signori. Pho Hock Kheng sarebbe entrato in contano con i bolognesi per far confluire scommesse illecite sui siti asiatici.

E’ anche colui che avrebbe consegnato 375mila euro per truccare la partita Piacenza-Padova del 2 ottobre 2010., mentre altri 300mila euro l’orientale li avrebbe versati per condizionare il risultato di Brescia-Lecce del 27 febbraio 2011, su cui l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista puntò su indicazione di Sartor.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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