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Saluti romani, esposto di Sel. 'Centri sociali? Siamo con il sindaco'

E stato depositato negli uffici della procura di Cremona da parte di Franco Bordo, deputato di Sel, l’annunciato esposto per denunciare i reati di apologia di fascismo avvenuti presso il cimitero di Cremona in occasione delle celebrazioni in memoria di Benito Mussolini e di altri gerarchi fascisti.

“E’ un atto dovuto, anche se la procura ha tutti gli elementi per agire autonomamente”, ha detto Bordo, accompagnato dal coordinatore provinciale di Sel Gabriele Piazzoni e dall’avvocato Lapo Pasquetti. “Come Sel”, ha spiegato Bordo, “abbiamo apprezzato molto l’iniziativa del sindaco di contenere e limitare la portata di questa manifestazione di stampo fascista. Le leggi dello Stato devono essere rispettate. Oggi l’uso di simboli, l’ostentazione di parole e di bandiere che richiamano il partito fascista non sono tollerate, ma punite per legge”. Bordo ha richiamato la recente sentenza della Cassazione dello scorso ottobre: “Mentre negli anni passati, a fronte di occasioni analoghe, c’era un po’ una nebulosa da parte della magistratura, ora la Cassazione si è pronunciata, condannando due neofascisti per aver riproposto gesti del ventennio, in particolare il saluto a braccio teso”. “Ed è successo”, ha continuato Bordo, “proprio in un momento storico come questo in cui c’è una ripresa di organizzazioni di stampo fascista. L’anacronismo non esiste più”.

“In questi giorni”, ha spiegato Bordo, “abbiamo avuto parole di interesse, appoggio, ma anche qualche critica. Il male sta nel fatto che tutto può diventare tollerato, e di tolleranza in tolleranza nascono queste organizzazioni. Non è possibile che nella lista a candidato sindaco figurasse il presidente di Casa Pound, una persona che ha fatto parte di una rissa e che oggi è accusata di tentato omicidio”. Bordo si è riferito agli scontri del 18 gennaio scorso tra i militanti del Dordoni e gli esponenti di Casa Pound. “In proposito”, ha fatto sapere il deputato di Sel, “ho depositato una proposta di legge, primo firmatario Manuele Fiano, del Pd, perché si dettino con maggior chiarezza norme che non permettano la presentazione di liste facenti riferimento ad organizzazioni neo fasciste”.

Per quanto riguarda la decisione del sindaco Gianluca Galimberti di non rinnovare di contatto di affitto ai centri sociali Dordoni e Kavarna dopo la guerriglia del 24 gennaio scorso, l’onorevole ha precisato: “Abbiamo sostenuto le posizioni del sindaco, questi comportamenti illegali hanno esautorato i cittadini per bene e i democratici che come me volevano partecipare, è accaduto anche a Milano. Spero che questa sia una occasione affinché all’interno dei centri sociali vi sia una presa di coscienza e di capacità di riconciliarsi con la città”.

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