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Risparmi in Provincia Uffici Lavoro e Agricoltura lasciano via Dante

In Provincia continua la corsa per chiudere il bilancio, in attesa dei correttivi del governo alla legge di stabilità, annunciati da settimane, ma ancora non sottoscritti dal consiglio dei ministri. Nelle more di questa riforma assolutamente pasticciata, l’amministrazioni Vezzini ha dato mandato agli uffici di avviare le pratiche per la risoluzione dei contratti di affitto dell’ufficio del Lavoro di via Cairoli 12 a Casalmaggiore; dell’URP e di altri servizi collocati a Crema in via Matteotti 39 (per tali immobili è prevista la vendita); e del grosso immobile di via Dante 134, sede degli Uffici Lavoro ed Agricoltura, Caccia e Pesca, Ambiente, tutte queste deleghe che secondo la legge Delrio avrebbero già da tempo essere riassegnate ad altri enti. Invece dirigenti e personale brancolano ancora nel buio. La riduzione dei canoni di affitto porterà ad un risparmio netto per l’Ente, a regime, pari a circa 976.000,00 euro. Per le deleghe dell’Agricoltura, la Provincia è in attesa che finalmente la Regione decida dove ricollocare il personale; per quanto riguarda il Lavoro la ricollocazione delle funzioni dovrebbe avvenire nell’ambito dell’Agenzia nazionale prevista nel Jobs Act, di cui però non si sa nulla di concreto. Nello specifico, il Presidente della Provincia Carlo Vezzini, ha chiesto di “definire una nuova distribuzione del personale e rivedere la collocazione degli uffici in modo da ridurre il numero degli edifici occupati, con la conseguente riduzione dei contratti di locazione in essere, al fine di consentire ogni possibile risparmio di spesa e di procedere, conseguentemente, alla risoluzione dei relativi contratti di affitti, nei tempi e nei modi previsti, autorizzando gli uffici ad avviare gli iter”.

Nel frattempo, l’iter avviato della “nuova provincia”, in base alla riforma Delrio, è quello di un ripensamento dell’ente in termini di servizi al territorio, ai Comuni ed alle imprese e cittadini, con incontri programmati con gli amministratori locali e in sede di consulte. L’ordine prioritario resta comuqnue la continua riduzione di ogni spesa, in relazione ai continui tagli e trasferimenti allo Stato, che penalizzano l’erogazione dei servizi medesimi, contestualmente alla nuova organizzazione della gestione delle funzioni fondamentali in attesa della ricollocazione di quelle delegate.

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