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Nomine aziende pubbliche, partita aperta per Padania Acque e Km

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Smaltite le nomine politiche per Afm, partecipata direttamente dal Comune che detiene una quota del 22%, e per Casalasca Spa, partecipata attraverso Aem Spa, la prossima partita da giocare per la guida nelle aziende pubbliche riguarda Km, l’azienda di trasporti partecipata al 51% da Aem Spa e Padania Acque Gestione (nella quale il Comune capoluogo conta per il 25,77%).  Per entrambe però si potrebbe trattare di una  gestione a breve termine, visto che all’orizzonte c’è la cancellazione delle due società. La sinistra cremonese, rimasta delusa per le nomine ‘fatte in casa’ dal Pd (Giorgio Feraboli in Afm; Sergio Giazzi in Casalasca entrambi consiglieri comunali di qualche mandato fa) ha qualche chance di prendersi la rivincita almeno per la società dell’idrico, un tema che l’ha vista impegnata da anni nella battaglia per il mantenimento in mano pubblica di proprietà e gestione di reti e impianti. Da questo punto di vista però, ha una concorrenza diretta nello stesso centrosinistra: anche Fare Nuova la città può rivendicare voce in capitolo contando tra le proprie fila molti aclisti, paladini di quella stessa battaglia. In ballo c’è anche la fusione tra la patrimoniale (presieduta  dal Pd Alessandro Lanfranchi) e  appunto la gestionale, presieduta da Ercole Barbati, cremasco di Forza Italia, in scadenza a fine giugno. Entro quella stessa data il Pd vuole che si arrivi alla presentazione all’assemblea dei soci di un piano finanziario esecutivo di fusione, da realizzare entro il 2015. In ballo ci sono 400 milioni di investimenti in 20 anni sulle reti idriche del territorio. Il rinnovamento degli organi della gestionale, per quanto di transizione visto che si punta alla sparizione di uno dei due Cda, dovrebbe esser funzionale ad accelerare questo processo, finora ostacolato dal centrodestra.

Anche il destino di Km sembra segnato. Il piano di razionalizzazione delle società partecipate approvato dal consiglio comunale qualche mese fa, dà un preciso indirizzo di dismissione del 51% detenuto da Aem  – alle prese con la necessità di risanamento patrimoniale – nella società mista del servizio pubblico locale.

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