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La Provincia perde agricoltura, foreste, caccia e pesca

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La Provincia di Cremona perde le competenze su agricoltura, foreste, caccia e pesca. Saranno tutte trasferite alla Regione. Ieri infatti è stata approvata la proposta di legge dalla Commissione Affari istituzionali di Regione Lombardia presieduta da Stefano Carugo (Ncd) che indica appunto le nuove attribuzioni. Il testo riguarda la riforma del sistema delle autonomie in attuazione della legge Delrio, e dopo l’approvazione in commissione deve ora passare all’esame dell’Assemblea consiliare. Le Province perderanno anche  le concessioni idriche, le dighe, la destinazione transfrontaliera di rifiuti e le risorse geotermiche (Sondrio, cui vengono riconosciute particolari forme di autonomia, manterrà le competenze in materia di concessione e autorizzazione per le grandi derivazioni ad uso idroelettrico). Grosse novità anche per il trasporto pubblico. Il territorio della regione viene suddiviso in sette bacini omogenei corrispondenti ai confini amministrativi di Bergamo, Brescia, Como-Lecco-Varese, Cremona-Mantova, Milano-Monza Brianza, Lodi-Pavia, Sondrio ed in ciascuno di essi viene costituita un’Agenzia che provvede alla programmazione e all’affidamento dei servizi di trasporto subentrando nella titolarità dei contratti di servizio sottoscritti dagli enti locali. Cremona dunque è con Mantova anche se, com’è ormai noto, è sul mercato la società che finora ha gestito il trasporto pubblico, Km.

Ma la “Regione Lombardia garantirà a cittadini e imprese la continuità e la diffusione dei servizi relativi al settore Agricoltura, Foresta, Caccia e Pesca anche attraverso le sedi territoriali regionali e l’ausilio del personale delle Province”. Lo stabilisce un emendamento presentato da Carlo Malvezzi, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra, e approvato dalla Commissione Affari Istituzionali, che modifica la riforma regionale del sistema delle autonomie che prevede il trasferimento delle funzioni di Agricoltura, Foresta, Caccia e Pesca dalle Province alla Regione.

“Con questo emendamento – ha spiegato Malvezzi – diamo garanzia di continuità del servizio facendo in modo che il trasferimento delle funzioni non penalizzi i territori. Il rischio che questo passaggio potesse in qualche modo rallentare la continuità delle azioni nel settore agricolo, forestale e di caccia e pesca andava evitato”. Tra l’altro, l’emendamento dice che i servizi saranno garantiti, ha precisato il consigliere di NCD, “anche attraverso l’utilizzo delle sedi territoriali di Regione Lombardia e del personale proveniente dalle Province. Abbiamo strutture e risorse umane utili affinché le tante imprese agricole continuino a trovare risposte alle proprie esigenze”.

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