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Partorisce in auto prima di arrivare in ospedale: la famiglia Vigani si racconta

La famiglia Vigani con il piccolo Federico, nato la notte passata nella sua auto

AGGIORNAMENTO – “Correte, mia moglie sta partorendo. Anzi, ha partorito”. E’ la singolare avventura a lieto fine accaduta la notte passata alla famiglia Vigani, di Pandino. E a raccontarla sono proprio i due genitori, sotto gli occhi attenti di Francesco, 5 anni, che si sta coccolando il fratellino Federico, nato alle 2.10 della notte passata nell’auto di famiglia mentre il padre tentava di raggiungere l’ospedale di Lodi, dove la moglie Simona avrebbe dovuto dare alla luce il loro secondo gemito. Avrebbe…

Giornata normale per i coniugi Vigani, che attendono il loro secondo figlio. I tempi sono trascorsi, ma la signora Simona Cima, 36 anni, non ha ancora contrazioni regolari e allora si evita il ricovero. Però, nel cuore della notte, le si rompono le acque. A quel punto Graziano carica la moglie in auto e parte da Pandino alla volta dell’ospedale di Lodi. “Ho percorso qualche chilometro e poi mia moglie, dal sedile posteriore, mi ha detto che stava per nascere. Mi sono girato e ho visto che stava cominciando a spuntare la testolina. Ho fermato l’auto, ero alle porte di Dovera, e mi sono inventato ostetrico per una notte. Il bambino è nato quasi subito. Ho chiamato un’ambulanza e ho atteso che arrivasse”.

Avete avuto paura?

“Non abbiamo fatto in tempo – risponde Simone – perché è capitato tutto molto in fretta. Tuttavia, quando Federico è nato, non piangeva”.

Cosa avete fatto?

“L’ho messo a testa in giù, come ho visto fare spesso – riprende Giaziano – e l’ho sculacciato. prima piano, poi un po’ più deciso. Federico ha cominciato a piangere e noi abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Ho acceso il riscaldamento dell’auto e ho messo il bambino in una coperta. L’ambulanza è arrivata qualche minuto più tardi e siamo andati tutti in ospedale. Nella confusione ho chiamato la bisnonna alle due e passa di notte. Prima si è spaventata, ma poi è stata contenta”.

E Francesco?

“Ero dalla nonna. Sono contento del nuovo fratellino. Così potrò giocare con lui, anche se quest’anno comincio ad andare a scuola”.

Pier Giorgio Ruggeri

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