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Odissea pendolari: ritorno a Cremona con oltre un'ora di ritardo La lettera: 'Non si può continuare così'

Non poteva che concludersi con nuovi guasti sulla linea, una settimana che per i pendolari è stata un vero incubo di ritardi e treni soppressi. Così come nella serata di giovedì, con diversi convogli arrivati a Cremona con oltre un’ora di ritardo. Causa, a quanto pare, l’ennesimo problema lungo la linea, in particolare tra Lodi e Casalpusterlengo, dove la linea elettrica è letteralmente caduta.

I problemi sono iniziati intorno alle 17, con il guasto e ritardi annunciati dapprima di 30, quindi di 60 e infine di 90 minuti. Coinvolti i treni delle 17.30, delle 18.34 (arrivato a Cremona alle 20.40) e delle 19.26, arrivato a Rogoredo con oltre mezz’ora di ritardo e rimasto poi ulteriormente bloccato a Lodi a causa di un malore da parte di un passeggero, che è stato soccorso dal 118. Forse anche a causa, come scrivono sui social network alcuni pendolari, del fatto che il treno fosse zeppo di gente e senza aria condizionata.

Ma problemi analoghi sulla linea si erano verificati anche il giorno prima quando, a causa del forte maltempo che aveva colpito l’area del Casalasco, un albero era caduto sui binari ed era stato investito da un treno, provocando l’abbattimento della linea tra Cremona e Piadena e il blocco totale della circolazione ferroviaria tra le due stazioni, sopperita con autobus sostitutivi. Anche in quel caso si erano accumulati ritardi infiniti per i pendolari.

AGGIORNAMENTO – “Questa settimana i pendolari della tristemente nota linea  Milano-Cremona-Mantova sono stati sottoposti a prove più dure del solito” così scrivono, in una missiva, i pendolari della linea, ormai esasperati dalla situazione -. Martedì, a causa del maltempo, un albero è caduto sui binari all’altezza di Malagnino e il treno RegioExpress partito da Cremona alle 18.22, non ha potuto evitarlo. Niente da recriminare su questo, sono cose che possono capitare con il maltempo. La cosa inaccettabile è il tempo richiesto per organizzare un servizio bus sostitutivo. L’unico autobus da Cremona per Mantova è partito dopo le 22! Forse è stato chiamato da Aosta? A quel punto molti dei pendolari se n’erano già andati con mezzi di fortuna.

Ieri, dopo le 17 un treno ha abbattuto la linea aerea a Casalpusterlengo. Anche qui dobbiamo dire che può capitare. Ma come ha organizzato le corse Trenord? Il treno per Mantova partito da Milano alle 17.15 è stato soppresso a Lodi, mentre i treni regionali per Piacenza arrivati poco dopo a Lodi potevano passare sull’unico binario agibile. Indicazioni date dal personale di Lodi per i passeggeri diretti a Cremona: prendere i regionali per Piacenza per raggiungere Codogno (un treno per Terni è stato fatto fermare appositamente a Codogno).

Indicazioni per i passeggeri diretti a Mantova: attendere il treno successivo, nella totale incertezza su quando sarebbe arrivato. Esito di questa geniale trovata: tutti a Codogno, ad affollare i binari, in attesa, cremonesi e mantovani, del treno successivo (il treno delle 18.20 da Milano Centrale) che viaggiava, per gli stessi motivi, con un ritardo arrivato fino ai 60 minuti senza che nessuno lo comunicasse ufficialmente. Le uniche informazioni sono state riservate ai pendolari diretti a Piacenza. Beati loro.

Ci siamo rivolti al personale di bordo e al personale in stazione a Lodi (a Codogno, vista l’esperienza lodigiana, abbiamo desistito…). Il personale di bordo ha cercato di proporre una soluzione di compromesso, visto che un binario andava. Si poteva, infatti, alternare treni per Piacenza con il treno per Mantova. Ma questa scelta così apparentemente ragionevole non è stata presa in considerazione da nessuno di quelli “in alto”, che prendono le decisioni. Il personale dell’ufficio movimento di Lodi si è trincerato dietro due agenti della Polfer, senza fornire né spiegazioni né, tantomeno, informazioni. Nessuno, quindi, ha saputo
dirci perché è stata fatta questa scelta di fermare il Mantova.

A dire il vero, nessuno  è venuto nemmeno a parlare con noi. Le informazioni date a Lodi erano a dir poco vaghe: “prendete il treno per Terni”, senza nemmeno dire a che ora il treno sarebbe transitato. L’informazione ufficiale della soppressione del Mantova non è nemmeno mai arrivata. In questi casi ci dicono sempre: “non decidiamo noi, decidono dall’alto”. E noi abbiamo sempre l’impressione di parlare con persone che non sanno nemmeno cosa sta succedendo. Che non si sono mai trovate a
fronteggiare queste situazioni. A cui, di sicuro, di noi viaggiatori non importa niente. Ora vorremmo sapere da chi, e perché, è stata fatta questa scelta. Ne abbiamo il diritto perché paghiamo un servizio, regolarmente, anticipatamente mese per mese, anno per anno. Non siamo bestie su un carro bestiame. Ci viene un dubbio: che sia perchè la regione Emilia Romagna chiede conto a Trenord per i ritardi, mentre regione Lombardia è socia di Trenord e quindi non chiede penali, nella sua duplice posizione di controllore e controllato?

Siamo stanchi di essere presi in giro da gente che non sale mai sui treni e decide sulle precedenze, comodamente seduta alla scrivania, senza sapere nemmeno dove sono paesi come Torre De’ Picenardi o Castellucchio. Senza metterci la faccia. Che ti spostano da una stazione all’altra, non secondo una strategia ordinata, ma solo per toglierti dai piedi, nella speranza che così qualcuno di noi riesca ad arrivare a casa con altri mezzi, risolvendo loro il problema di portare tutti i passeggeri a destinazione.

Al solito, a loro auguriamo almeno un mese di pendolarismo in queste condizioni. Così avranno anche il tempo di imparare dove sono Torre De’ Picenardi e Castellucchio. Ed è pure ora che gli amministratori locali si muovano e facciano sentire la loro voce a Regione Lombardia, non si può andare avanti così! Altro che 380 treni che ti portano a Expo. Speriamo che questa lettera non cada, come al solito, nel vuoto e chi di dovere ci dia una risposta sulle scelte che sono state fatte. Ne abbiamo il diritto”.

Duro anche l’intervento del Comitato Pendolari Cremaschi: “Trenord ieri è stata protagonista di un’altra grande performance” evidenzia in una nota. “C’è stato un guasto di non meglio precisata origine a Lambrate. Nello specifico ecco cosa è accaduto al treno che parte da Garibaldi alle 18.34 il 10487: in un primo momento viene dato il binario 20 per la partenza. Al binario 20 era fermo il treno proveniente da Malpensa. Compare in lontananza il capotreno, inizia a chiamare in cabina ma non gli rispondono mai. Il binario diventa il 19. Andiamo al 19 ma c’era il treno per Milano Centrale. Compare a questo punto il macchinista. Vi faccio notare che a questo punto saremmo dovuti essere in procinto di partire. Chiedo al macchinista notizie del treno, mi risponde che se proprio non sono contenta del servizio Trenord posso anche prendere l’auto.

Ho provato incredulità e una sensazione a metà strada tra lo stupore e il fastidio. Se non ci sono informazioni sul treno, si può benissimo dire “Non sappiamo ancora nulla” piuttosto che puntare al non sense. Ma evidentemente sono pensieri troppo complessi. Il gruppo di pendolari per Cremona è schifato e nervoso, si attende sotto al sole e del treno nemmeno l’ombra. A un certo punto il capotreno che in tutto questo tempo è stato al telefono cercando di parlare con la cabina, riceve notizie che il
binario sarà il numero 11. Sono le 18 e 34 passate da un pezzo. Andiamo al binario 11. Ad attenderci una bella scatola di sardine tiepida tiepida. Saliamo su questo treno rovente, e restiamo fermi a fissare i binari. Arriviamo a Crema che sono le otto e venti, il viaggio prosegue il suo triste cammino per Cremona. Nel dubbio capotreno e macchinista non si sono più fatti vedere.
Un’altra giornata amara causata da un’azienda che non vuole assumersi le responsabilità dei disastri che con enorme maestria è in grado di combinare almeno una volta al mese da anni”.

LaBos

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