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Allarme caldo, ozono alle stelle Problemi per i cittadini e per agricoltura

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Continua l’allarme caldo. L’ozono è a livelli elevati nell’aria: gli ultimi dati, quelli del 5 luglio, parlando di una concentrazione oltre i 180 microgrammi per metro cubo nell’area di Cremona, quindi al di là della soglia di informazione (fissata a 180). Attenzione massima per bambini e anziani. E Coldiretti fa sapere che c’è da fare i conti con lo stress da caldo degli animali, nelle case e nelle fattorie. Nelle fattorie le mucche con le alte temperature stanno producendo fino al 10 per cento di latte in meno rispetto ai periodi normali. E’ l’allarme lanciato dall’associazione nel sottolineare che gli effetti del super anticiclone africano Flegentonte si stanno facendo sentire soprattutto nelle aree della pianura padana dove si concentra il maggior numero di allevamenti e dove l’umidità soffocante aumenta la temperatura percepita, che sfiora i 40 gradi. Per le mucche, riferisce la Coldiretti, il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. In soccorso nelle stalle sono già scattate le contromisure anti afa, gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. In funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per aiutare a sopportare meglio la calura. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge dunque anche un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo. Sul fronte energia arrivano notizie più precise sul vasto black out di domenica pomeriggio registrato a Cremona: le cause del guasto alla rete sono da ricercare nel massiccio utilizzo di condizionatori.

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