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Immigrati, tensione alle stelle La Prefettura blocca temporaneamente gli arrivi. I profughi destinati a Cremona vengono ospitati a Milano

E’ un clima di intolleranza, forse anche dettata dall’esasperazione, quello che si respira in questi giorni sul nostro territorio. La vicenda dell’ex istituto Ancelle a Crema, le ex scuole di Picenengo a Cremona, sono entrambi sentinella di una situazione di forte tensione rispetto al tema dell’immigrazione, che rischia di esplodere. Al punto che la Prefettura ha dovuto bloccare temporaneamente ogni arrivo. Come fa sapere il capo di gabinetto, Beaumont Bortone, i profughi destinati a Cremona in questi giorni vengono gestiti dalla Prefettura di Milano, che li sta raccogliendo in una sorta di tendopoli. Nel frattempo stanno concretizzandosi le prime disponibilità di accoglienza da parte di privati sul territorio, che sono quasi pronti a formalizzare gli accordi con la Prefettura per fornire nuovi punti di ospitalità (si parla di alcune decine di posti). “E’ una situazione poco piacevole perché stiamo mettendo in difficoltà altri territori – evidenzia Bortone -. Per questo ci auguriamo che già dalla settimana prossima si riesca a far ripartire l’accoglienza”.

La foto in prima pagina di Avvenire

La vicenda Cremasca è finita addirittura su Avvenire di oggi, dove viene paragonata a quella di Treviso, in cui un intero quartiere è insorto per l’arrivo di un centinaio di immigrati. Sia a Cremona che a Crema la Lega cavalca la protesta e l’arrivo di Salvini sul territorio proprio stasera (venerdì), per prendere parte alla festa provinciale del Carroccio, non contribuisce certo ad alleggerire la situazione.

LA PRESA DI POSIZIONE DI TONINELLI

Sulla vicenda interviene anche Danilo Toninelli, deputato del M5S, che fa un’analisi piuttosto circostanziata della situazione. “I genitori che protestano contro l’arrivo dei profughi a ridosso dell’asilo “Ancelle” di Crema hanno tutta la mia comprensione” afferma il deputato. “Non si tratta di razzisti ma solo di persone esasperate ed impaurite. L’Italia è un Paese in macerie: abbandonato a sé stesso sul problema immigrazione e con 11 milioni di poveri. È del tutto comprensibile che questa situazione ingeneri tensione sociale nei confronti degli immigrati che vengono ospitati in strutture che ricevono 35 euro al giorno per profugo”.

“Se poi a ciò aggiungiamo che questi soldi spesso sono stati rubati dalle cooperative e dalla politica che insieme hanno speculato sull’accoglienza, vedasi il caso di Roma con Mafia Capitale o quello di Mineo con un appalto da 100 milioni di euro, appare ancora più comprensibile lo scoppio di una vera e propria guerra tra poveri bianchi e poveri neri” continua il deputato.

Che però fa una raccomandazione: quando si protesta bisogna rivolgersi ai veri responsabili. “E’ la storia degli ultimi 20 anni che ci racconta che i responsabili sono i vecchi partiti che si sono alternati al Governo – continua -. E’ nei loro confronti che deve indirizzarsi la protesta. Non di certo verso quella povera gente che fugge da guerre e miseria. I partiti si sono occupati sempre e solo di sé stessi, dai finanziamenti pubblici agli stipendi fino ad arrivare ai vitalizi. Per non parlare delle loro lotte per poltrone e potere. Il tutto condito dal voto di scambio che hanno usato e usano per restare al potere. Un ricatto fondato sulla miseria in cui hanno fatto cadere i cittadini italiani. Per loro mantenere il popolo nella povertà economica e culturale è il solo modo per poter continuare ad estorcergli il voto”.

Toninelli richiama alla battaglia sul reddito di cittadinanza, proposta avanzata proprio dal Movimento, che “i politici vedono come una minaccia. Introdurre un reddito minimo per tutti coloro che vivono sotto la soglia di povertà significa garantire la sopravvivenza e ridare dignità e libertà ai milioni di italiani poveri. E’ solo salvando il popolo che deve accogliere che si può salvare il popolo che chiede accoglienza. Ed il reddito di cittadinanza serva anche a questo. Altrimenti sarà solo e sempre tensione sociale e continueremo ad assistere a reazioni di protesta come quella di Crema, o a reazioni ancora peggiori, che anziché rivolgersi contro i reali responsabili, si rivolgeranno contro i più deboli”.

Laura Bosio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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