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Lacrime e incredulità per l'ultimo saluto a Primo Federici

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foto Sessa

Il palcoscenico del teatro Ponchielli ha salutato ieri, per l’ultima volta, Primo Federici, il responsabile degli allestimenti scenici scomparso dopo una breve malattia, a soli 58 anni, nella notte tra il 27 e il 28 luglio. La sua lunga carriera nei teatri d’Italia e non solo, scorreva attraverso immagini e musica sul fondale del teatro, una scenografia toccante che i colleghi del Ponchielli hanno voluto dedicargli, ancora attoniti per la fulmineità della scomparsa. Amato e benvoluto da tutti, semplice nonostante un curriculum di collaborazioni importanti, tra cui l’allestimento della Traviata di Zeffirelli rappresentata a Mosca nel 2003, Primo Federici si era stabilito definitivamente a Cremona, al teatro Ponchielli, scegliendo di conciliare un lavoro appassionante con la costruzione di una famiglia, per lui importantissima, sempre vicino alla figlia Caterina, 14 anni e al piccolo Alessandro di 8, oltre che alla moglie Mira, costumista teatrale. Una famiglia ora distrutta dal dolore, ma sorretta dalle tante dimostrazioni di affetto e da parte dei tanti che hanno conosciuto Primo.

La morte era sopraggiunta dopo una breve e dolorosa malattia di cui non c’erano state avvisaglie se non poche settimane prima. L’esito è stato velocissimo, in un letto dell’ospedale Maggiore di Cremona, dove era stato ricoverato rientrando da un viaggio all’estero. Oggi l’estremo saluto.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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