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Inceneritore, Pontiggia (Pd) risponde alle provocazioni di Danilo Toninelli

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Dopo la polemica lanciata dal deputato Danilo Tondelli (M5S), non si fa attendere la risposta del Pd. A parlare è Francesca Pontiggia, della segreteria provinciale, che difende l’operato del proprio partito. Un partito, evidenzia, in cui “si discute, a volte animatamente, ma è anche per questo che si chiama democratico, al centro del dibattito c’è sempre il modello di sviluppo della società che immaginiamo e che cerchiamo di attuare nelle nostre azioni politiche”.

E rimanda al mittente l’accusa di impegnare tutte le risorse nelle beghe interne: “Per Cremona cito solo pochi, ma significativi risultati positivi ottenuti nel primo anno di amministrazione Galimberti: richieste d’iscrizione agli asili in grande aumento, partenza del polo tecnologico, diffusione della raccolta differenziata porta a porta in tutta la città” continua Pontiggia -. I così detti poltronifici non esaltano i militanti dem, infatti a livello nazionale è palese come il Governo Renzi stia tagliando le aziende partecipate e riducendo i cda delle aziende pubbliche per cui non si preoccupi l’on. Toninelli che nel Pd si discute anche seduti per terra”.

Risposta secca anche sulla proposta di istituire un referendum per consentire ai cittadini di decidere. “Referendum? Se la cittadinanza li richiede si possono fare, ma su cosa? L’autostrada è già concessionata e la sua costruzione dipende dalla valutazione di sostenibilità economica ed ambientale su cui il comune di Cremona non ha più alcuna competenza. Per quanto riguarda l’inceneritore il dibattito in corso vuole stabilire quale sia il miglior percorso di superamento dell’impianto di via San Rocco. In un partito plurale si affrontano le tematiche in modo sistemico e collegiale, si acquisisce la documentazione, la si studia, se ne dibatte a più livelli, a volte anche in modo aspro, non ci si limita a slogan demagogici.

Tutto questo lavoro di studio e condivisione impegna tempo ed energie, quindi il suo definirlo ‘un groviglio di correnti e cordate, che impegnano ogni attimo e ogni risorsa per beghe interne, accuse reciproche e litigi di ogni genere’ è chiaramente un insulto alla Democrazia. Magari non siamo bravi a tenere tutto chiuso in via Ippocastani, ma non siamo abituati ad espellere dal partito (o dal blog) chi la pensa in modo differente dal leader, per noi il pensiero differente è e resta sempre una risorsa, uno stimolo ad allargare sempre di più il dibattito che comunque arriva sempre ad una sua sintesi ed a una decisione che poi viene rispettata, per cui il suo referendum rischia di rivelarsi fuori tempo o fuori tema, pertanto mi perdoni la battuta, ma forse più che un referendum si potrebbe lanciare un hashtag di solidarietà per amministratori alle prese con i conti degli inceneritori: #jesuispizzarotti, in fin dei conti un po’ di autoironia non ha mai ucciso nessuno”.

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