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Tari 2015, Cremona tra le dieci città meno care d'Italia

Cremona è tra le dieci città dove nel 2015 si è pagata la Tari più bassa d’Italia, con 1,93 euro al metro quadro. A dirlo il Creef (Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori), che ha realizzato un primo report della IX indagine nazionale sui “Servizi e Tariffe Rifiuti”, in cui sono stati presi in esame gli importi della Tari 2015 nelle 90 su 104 città capoluogo che al 30 luglio hanno approvato e reso pubblici i rispettivi regolamenti e tabelle. Cremona è anche la città in cui si è verificato il maggior decremento rispetto al 2014: -17,42%.

Le 10 città meno care sono Vibo Valentia (con una spesa di 157 euro per una casa di 100 metri quadri), Belluno (164 euro), Brescia (173 euro), Verona (190 euro), Trento e Bolzano (192 euro), Cremona (193 euro), Sanluri (196 euro), Pordenone (197 euro) e Ascoli (200 euro).

Tuttavia guardando agli ultimi 5 anni, dal 2010 al 2015, Cremona registra un forte incremento, pari al +21,38% (passando da 1,53 a 1,93 euro al metro quadro). Incremento che tuttavia risulta nella media nazionale: considerando il campione delle 89 città in cui sono stati approvati e resi pubblici i regolamenti e gli importi della Tari 2015, per un appartamento di 100 metri quadri con un nucleo familiare di 3 persone, l’aumento medio nel quinquennio 2010-15 è stato del 21,49%, pari a +51 euro, a fronte di un’inflazione nazionale nello stesso lasso di tempo del +7,5% (dato Istat). Ciò significa che l’aumento medio ha raggiunto circa il triplo dell’inflazione. In particolare, l’incremento rilevato è stato del +106,32% a Sanluri, del +65% a Ragusa, del + 64% a L’Aquila, del 62% a Cagliari, del +60% a Pisa, del +52% ad Avellino, del +51% a Chieti, del +50% a Palermo, del +49% a Campobasso, del +46% a Pescara e del +40% a Frosinone e a Savona.

Confrontando i dati relativi al 2014, emerge invece un aumento medio dell’0,7% pari a +1,95 Euro annui, per una spesa complessiva media per la famiglia tipo di 287 Euro per la Tari 2015. Osservando i risultati nel dettaglio, si nota che l’aumento più rilevante rispetto allo scorso anno è quello di Campobasso, dove la spesa lievita del +29%. A seguire troviamo Brindisi con il +28%, Chieti e Livorno con il +14%, Caserta e Ragusa con il +13%, Ancona con il +11%, Rovigo con il +10%, Cuneo con il +9% e Ascoli e Aosta con il +8%. Per contro, nel medesimo periodo si registra una diminuzione del -17,5% a Cremona, a Carbonia e a Vibo Valentia, del -11% a Potenza e del -8% a Macerata.
Nella classifica delle 10 città più care vediamo in testa Cagliari con una spesa di 497 Euro, con una riduzione rispetto al 2014 di 35 centesimi al metro quadro. Seguono Salerno (468 Euro), Reggio Calabria (465 euro), Benevento (449 euro), Napoli (448 euro), Pisa (407 euro), Roma (396 euro), Caserta (395 euro), Asti (394 euro) e Carrara (393 euro).

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