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Ex fornace Frazzi a rischio crollo, Ghidotti interroga la giunta

Il consigliere di Forza Italia Carloalberto Ghidotti alza il sipario sul degrado dell’area a ridosso di porta Po, uno degli ultimi residui delle fornaci Frazzi che fino ad oltre la metà secolo scorso occupavano buona parte del lato sinistro di viale Po. Un’area poi occupata dai condomini ex Iacp e, più verso il centro, dalla riqualificazione urbanistica della Coop. Che tentò di tutelare i residui di archeologia industriale ancora oggi visibili, a cominciare dal vasto complesso dell’Arena Giardino con ciminiera e locali della fornace. Il locale su cui punta il dito Ghidotti è quello più vicino a piazza Cadorna. In un’interrogazione, il consigliere precisa che “come già segnalato con premura da alcuni residenti nei mesi passati, la struttura a corredo di una delle due torri che presidiano l’area denominata Ex Frazzi necessita di un urgente intervento di manutenzione e di recupero. Fra gli archi che sostengono la costruzione in mattoni sono infatti evidenti crepe che peggiorano con il passare delle settimane. Il pronto intervento prestato dai vigili urbani per recintare la zona non ha chiaramente portato benefici alla struttura e si è limitato ad evitare il coinvolgimento di persone nel caso di un crollo. Le lesioni provocate dal tempo e dall’incuria hanno seriamente minato la solidità dei muri e non lasciano sperare nulla di buono. Con l’avvicinarsi della stagione fredda poi i tetti che poggiano sulle pareti portanti danneggiate non saranno più in grado di sostenere una nevicata copiosa, come quella dell’inverno passato. Una parte della storia e della cultura cittadina si trova in seria condizione di pericolo. Così come l’abitato circostante. Urge un pronto intervento per porre in sicurezza la struttura e per riparare le evidenti lesioni. Per queste ragioni, con la presente interrogazione si intende verificare: con quale cadenza e da quale organo vengono controllati gli edifici storici siti nell’Ex Area Frazzi; quale piano di intervento tecnico è stato ipotizzato per recuperare le parti della struttura interessate da pericolose crepe; entro quali tempi certi è previsto l’intervento per sanare e mettere in sicurezza tutta la struttura pericolante”.

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