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'Maxievasione con false cooperative' Due arresti e sequestri da 44 milioni

La guardia di finanza della compagnia di Cremona ha arrestato un imprenditore bresciano e il figlio con l’accusa di aver frodato il fisco per milioni di euro gestendo 11 cooperative di produzione e lavoro e un consorzio con oltre 260 dipendenti impiegati in aziende di macellazione e lavorazione di prodotti alimentari del Nord Italia. L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita giovedì mattina sotto il coordinamento del sostituto procuratore bresciano Roberta Panìco e firmata dal giudice Alessandra Sabatucci, prevede i domiciliari e parla di associazione a delinquere e false coop di lavoro. Contro i due arrestati (note le iniziali: E.P., classe 1946, e A.P., classe 1975) e contro altri tre indagati è stato anche disposto un provvedimento di sequestro patrimoniale, per un ammontare di quasi 44 milioni di euro, a tutela del danno erariale. Secondo gli investigatori delle fiamme gialle cremonesi le cooperative in realtà erano fittizie, senza alcuna parvenza di vita sociale o mutualistica (mai un’assemblea dei soci, mai la divisione degli utili tra i soci) e i dipendenti, non indagati, erano tenuti completamente all’oscuro dei loro diritti di soci.

“Le cooperative ‘di comodo’ – è l’accusa della Finanza, come spiegano i vertici del comando di Cremona – venivano utilizzate per emettere fatture per le prestazioni rese dal personale, parte delle quali (per circa 34 milioni di euro) transitanti attraverso il Consorzio e relative ad operazioni inesistenti, e altre (per circa 54milioni di euro) sono state emesse direttamente nei confronti dei committenti senza lasciare traccia nella contabilità del Consorzio al fine di consentire a quest’ultimo di evadere le imposte dirette e l’Iva”. In sostanza, l’ente consortile, l’unico effettivamente operativo e all’apparenza in regola dal punto di vista delle dichiarazioni fiscali, “‘ribaltava’ il proprio debito erariale sulle false cooperative che, costituite per essere poi celermente dismesse prima che potessero essere sottoposte a verifiche fiscali, erano preposte alla sistematica evasione degli oneri fiscali e contributivi formalmente assunti ma sostanzialmente riferibili al Consorzio”.

Secondo gli accertamenti della guardia di finanza l’attività di frode, “compiuta dal 2006 al 2011”, ha consentito l’omessa fatturazione di compensi per 59,5 milioni di euro, l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 34,6 milioni di euro, generando complessivamente un indebito risparmio d’imposta ai fini Iva e delle imposte dirette per 34,95 milioni di euro tutti contestati nel corso di 12 verifiche fiscali nei confronti delle 11 cooperative e del consorzio.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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