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Orti urbani: a gestirli ora ci pensa l'Associazione unitaria pensionati

Sarà l’Associazione unitaria pensionati, Aup, che raggruppa i sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, a gestire tutti gli orti urbani di Cremona. L’Associazione aveva iniziato a gestire nel 2012, per conto del Comune, proprietario dei terreni, i rapporti con gli affittuari dei primi orti cremonesi, sorti al quartiere Cascinetto e allo Zaist: rispettivamente 30 e 62 lotti. Con l’estensione della convenzione ai nuovi orti nel frattempo assegnati allo Zaist e a quelli più recenti di san Felice e zona Po, il totale supera adesso i 130 appezzamenti. Anche gli ultimi orti assegnati tra via Arenili e via del Sale, sul finire del mandato Perri, rientrano nella convenzione. Proprio in questa zona, qualche mese fa era scoppiato il caso della maxi-bolletta del servizio idrico, che gli affittuari si rifiutavano di pagare in quanto il conto pro capite risultava di gran lunga superiore a quello preannunciato dal Comune al momento dell’assegnazione. Il dubbio era che ci fosse stato un utilizzo improprio della presa d’acqua di servizio agli orti.

Mercoledì scorso  16 settembre, precisa l’assessore che ha seguito la complessa partita, Rosita Viola, “sono stati sottoscritti in Comune da AUP (Associazione Unitaria Pensionati) tutti gli atti inerenti l’assegnazione delle aree ortive, compresa l’area di via Arenili. A seguito dell’ultimo incontro avvenuto il 7 agosto con gli assegnatari e con la presenza dei rappresentanti del Comitato di Quartiere 10 si è deciso di procedere in tal senso in attesa della definizione del regolamento. In questo modo per il 2015 tutte le aree avranno gli stessi criteri di gestione. Nei mesi scorsi sono stati organizzati diversi incontri con tutti i soggetti coinvolti anche per raccogliere esperienze e buone pratiche.
L’iter di formulazione del regolamento è in corso, nel frattempo è stata emanata la Legge regionale 1 luglio 2015 – n. 18 “Gli orti di Lombardia. Disposizioni in materia di orti didattici, sociali periurbani, urbani e collettivi”, e si è resa necessaria l’integrazione al testo predisposto per  recepire la normativa regionale. Le finalità della legge sono un ottimo punto di riferimento da condividere.
Nel dispositivo è scritto infatti che la Regione promuove la realizzazione di orti didattici, sociali periurbani, urbani e collettivi per diffondere la cultura del verde e dell’agricoltura, sensibilizzare le famiglie e gli studenti sull’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata, divulgare tecniche di agricoltura sostenibile, riqualificare aree abbandonate, favorire l’aggregazione sociale, nonché lo sviluppo di piccole autosufficienze alimentari per le famiglie. Inoltre, la Regione riconosce negli orti uno strumento di riscoperta dei valori delle produzioni locali e di educazione delle nuove generazioni ai temi della sostenibilità alimentare, della promozione della biodiversità e del rispetto dell’ambiente. La legge prevede infine alcune misure di sostegno e la possibilità di richiedere entro il 30 novembre contributi da 600 a 1000 euro per progetti che rientrano nelle finalità normative.
“Nei prossimi giorni si terrà una riunione interna con tutti i referenti dei diversi Settori coinvolti per la proposta di regolamento sulla quale ci si confronterà con l’ente gestore, quartieri e, non ultimo, la Commissione di riferimento, anche per individuare le progettualità da attivare”.

La stessa Viola  aveva più volte espresso la necessità di arrivare ad una gestione il più possibile omogenea (anche se gli orti sono molto differenti da zona a zona) per evitare questo ed altri tipi di disguidi. Il consigliere di Forza Italia Giorgio Everet ad esempio aveva lamentato che gli elenchi degli assegnatari, fatti all’epoca dell’amministrazione Perri, erano stati smarriti da parte di chi era subentrato al governo della città. L’affidamento all’Aup prevede che l’associazione curi i rapporti con gli assegnatari, faccia rispettare il regolamento, con particolare attenzione alla buona tenuta degli spazi verdi e al decoro. L’associazione provvederà al pagamento delle bollette idriche, quando arrivano dal Comune, solitamente a fine anno, e alla riscossione delle quote presso i singoli utilizzatori. “Finora non abbiamo avuto grossi problemi, e gli elenchi degli assegnatari sono corretti – afferma Franco Squerti, presidente dell’Aup – Se l’amministrazione comunale ci ha rinnovato la fiducia estendendo la convenzione, significa che il nostro impegno è stato apprezzato”.

g.biagi

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