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Giro di vite contro i reati: raffica di espulsioni per i soggetti pericolosi

Giro di vite contro i reati e gli atti criminosi attraverso l’espulsione dal suolo italiano di soggetti stranieri che si sono resi responsabili di reiterati crimini. Un’attività che si è sempre svolta ma che il questore Gaetano Bonaccorso ha deciso di intensificare, “non nell’ottica di una ‘caccia allo straniero’, ma semplicemente nella volontà di mettere in atto un’azione preventiva” spiega il dirigente della squadra mobile di Cremona, commissario capo Nicola Lelario. Quattordici sono state le espulsioni di questo tipo effettuate nel mese di settembre. “Si tratta di espulsioni che a volte riguardano soggetti che vengono scarcerati, oppure persone che vengono controllate dagli uffici immigrazione. Lo scopo è di allontanare chi ha commesso reati in maniera reiterata o che crea continuamente problemi, con il proprio atteggiamento”. Emblematica la storia dell’egiziano 33enne, K.A. M. A., che alcuni mesi fa aveva distrutto la vetrata del bar San Giorgio con la catena di una bicicletta, dopo una discussione con il titolare. “L’uomo, che è stato accompagnato presso il Cie di Caltanissetta e rimpatriato in Egitto il giorno 29 settembre scorso, si era reso responsabile di diversi atti e comportamenti particolarmente violenti – ha illustrato Lelario -. Inoltre, nel corso di vari controlli della Volante aveva sempre tenuto un comportamento aggressivo e poco collaborativo, cosi come anche quando è stato accompagnato in aeroporto per essere condotto al Cie. Abbiamo potuto espellerlo perché aveva un permesso di soggiorno su cui pendeva il rifiuto di rinnovo”.

Oltre a lui, tra gli espulsi un algerino, un egiziano, quattro marocchini, un senegalese, due georgiani, un cileno, un bosniaco, due albanesi, un gambiano. Tutti, tranne l’egiziano, espulsi dopo aver terminato un periodo di detenzione presso la casa circondariale di Cremona. “Sono persone spesso pericolose, che potrebbero reiterare i reati per cui sono stati incarcerati” aggiunge il sostituto commissario Marcello Di Stefano, dirigente dell’ufficio Immigrazione della Questura -. Addirittura alcuni vengono rimpatriati su aerei charter disposti dal Ministero proprio per riaccompagnare in patria questi soggetti, in cui vengono radunati tutti i soggetti di una determinata nazionalità che devono essere rimpatriati e dove viaggiano anche molti agenti di polizia per evitare problemi”.

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