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La polizia sale in cattedra contro la piaga del bullismo

Un’iniziativa importante per conoscere e poter affrontare fenomeni legati al cyberbullismo e all’adescamento online, e tutti i rischi correlati all’utilizzo dei social network. Sono stati un successo i corsi gratuiti rivolti agli insegnanti cremonesi e di tutta la Lombardia (complessivamente hanno partecipato 2.500 docenti) per formare gli stessi docenti sulle nuove tendenze del bullismo e su un uso corretto del mezzo informatico e della rete.
L’ambizioso progetto si è proposto di coinvolgere il personale docente in momenti di formazione ad hoc per essere in grado di indirizzare gli alunni verso un utilizzo sicuro e consapevole del web. L’iniziativa è stata avviata su proposta del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni per la Lombardia di Milano in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale per la Lombardia con il supporto tecnico e la collaborazione delle Questure – ufficio minori delle province lombarde e del Corecom Lombardia.
Si è trattato di tre moduli di tre ore ciascuno. Il primo, basato sui rischi, pericoli e opportunità della rete, si è tenuto al liceo Manin ed è stato a cura della polizia postale e delle comunicazsioni, in particolare dell’ispettore Alberto Casarotti.
Gli altri due corsi si sono tenuti all’Itis: il secondo, il cui docente è stato il commissario capo Nicola Lelario, era su come riconoscere gli eventuali segnali di disagio in caso di maltrattamenti, abusi sessuali e bullismo e come intervenire. L’incontro è stato curato dagli uffici minori delle questure e dagli psicologi dell’ufficio sanitario della Questura di Milano.
Il terzo, come verificare la reputazione digitale ed impostare la privacy sui principali social network, era a cura del Corecom Lombardia.
“Il ruolo degli insegnanti nella elaborazione e nell’attuazione di strategie per la prevenzione dei fenomeni di cyberbullismo è essenziale”, ha detto Salvo La Barbera, dirigente del Compartimento polizia postale e delle comunicazioni per la Lombardia. “Le migliaia di docenti iscritti al corso testimoniano l’attualità del problema e l’esigenza di una rinnovata azione congiunta sul territorio tra la polizia di Stato e gli insegnanti per poter tutelare meglio gli studenti, specie i più giovani, dalle molteplici forme di offesa, prevaricazione e aggressione che pervengono dall’uso distorto delle tecnologie telematiche”. “Gli incontri, con circa 2000 insegnanti”, ha continuato Salvo La Barbera, “permetteranno di calibrare l’azione di prevenzione sulle loro effettive esperienze vissute giornalmente a contatto con gli studenti. La polizia affina quotidianamente le tecniche di accertamento e di investigazione sullo sviamento dei servizi della Rete a fini illeciti, sia per scoprire gravi azioni criminali contro adolescenti e bambini che per prevenire e identificare gli autori anche di semplici molestie e disturbi che possono turbare la serenità dei più giovani internauti. Assieme agli insegnanti e al Co.Re.Com. stiamo rafforzando ulteriormente la rete di protezione per meglio garantire la sicurezza dei minori”.
“Abbiamo deciso di organizzare un corso di formazione sul cyberbullismo rivolto a docenti di ogni ordine e grado”, ha spiegato Delia Campanelli, direttore generale dell’USR Lombardia, “per rispondere al bisogno della scuola di intervenire tempestivamente e in modo competente non solo sul fenomeno del bullismo in rete, ma anche sulla necessità di fornire agli allievi gli strumenti operativi per utilizzare in modo sicuro e critico la rete”.

I consigli per evitare i pericoli

1. Cercate di tenere costantemente aggiornate le vostre competenze tecnologiche (conoscere Internet significa anche dimostrare ai ragazzi di essere vicini al loro mondo).
2. Accertate le conoscenze dei vostri studenti ed eventualmente organizzate con loro una breve formazione.
3. Informate i vostri alunni dei rischi presenti sulla Rete, senza demonizzarla, bensì sollecitandone un utilizzo consapevole, in modo che Internet possa rimanere per loro una fonte di divertimento e apprendimento.
4. Educate bambini e adolescenti alla prudenza, a non fornire dati e informazioni, ad abbandonare un sito dai contenuti che possono turbare o spaventare e a non incontrare persone conosciute in Internet senza averne prima parlato con i genitori.
5. Mostrate agli alunni come usare e valutare criticamente ciò che incontrano durante la navigazione, poiché non tutte le informazioni online sono affidabili.
6. Informateli che alcuni comportamenti illeciti nel mondo reale (per esempio insultare una persona, sottrarre le password a un amico, accedere illecitamente a un sito o a un servizio, ecc.), lo sono anche in Rete.
7. Incoraggiate discussioni all’interno del gruppo classe sui siti che gli alunni trovano interessanti e divertenti e sollecitateli a parlare dei siti in cui hanno visionato argomenti/immagini che li hanno preoccupati o spaventati.
8. Spesso navigando ci si allontana molto dal punto dal quale si è partiti per effettuare una ricerca e questo aumenta il rischio di accedere anche involontariamente a materiali non idonei a soggetti in età evolutiva.
9. Se trovate in Rete materiale illegale o presumibilmente dannoso per bambini e adolescenti, o se venite informati da terzi rispetto alla presenza di tale materiale, occorre segnalare il caso immediatamente alla Polizia delle Comunicazioni scrivendo a polizia.comunicazioni@interno.it oppure collegandosi al sito www.commissariatodips.it.

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