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Arresti, il Dordoni polemizza Malvezzi ringrazia la polizia Bordonali: 'Il sindaco Galimberti chiuda i centri sociali come promesso'

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Filippo Esposti, arrestato martedì mattina (foto tratta dalla pagina Facebook del Csa Dordoni)

Un gruppo di membri dei centri sociali radunati davanti alla Questura (Foto Sessa)

AGGIORNAMENTO – Gli arresti di martedì mattina hanno suscitato molte reazioni, sia tra i cittadini che tra la politica. Molti i commenti che si sono rincorsi sui social network, ma anche negli ambienti della politica.

IL CSA DORDONI – I primi a intervenire sono stati i militanti del Csa Dordoni, che hanno alzato un muro nei confronti delle forze dell’ordine, che “ancora una volta cercano con i mezzi più subdoli di arrestare la lotta antifascista e criminalizzare coloro che nella giornata del 24 gennaio hanno tentato di raggiungere e chiudere materialmente il covo nero di via Geromini 30, così da porre fine alla spirale di violenze provocata dai fascisti sin dal loro insediamento in città”.

Il Dordoni punta il dito anche contro “chi in reltà opera una sistematica devastazione e rapina del territorio, come testimonia l’ultima farsa dei rimborsi stanziati dalla regione per la sopra citata manifestazione”. Per i militanti del centro sociale, infatti, i dati parlano chiaro: “Dalle iscrizioni al bando, rese pubbliche, si evince che sono solo 10 le richieste presentate: da banche, sale slot, agenzie interinali e immobiliari. Nessun privato cittadino. Vanno quindi a farsi benedire le ‘tensioni solidaristiche’ di Bordonali, Malvezzi & co. verso i ‘commercianti colpiti’, proprio perché ad essere risarcite saranno quelle attività che già avevano incassato rimborsi dalle rispettive assicurazioni”. Insomma, secondo il Dordoni si è trattato soltanto di una speculazione politica, “su danni relativamente contenuti, tutta volta a demonizzare chi in quella giornata ha tentato di chiudere la sede di Casapound, responsabile di un’aggressione vigliacca che ha ridotto in fin di vita un compagno del Csa Dordono”.

IL CONSIGLIERE REGIONALE MALVEZZI – Di tutt’altro tenore l’intervento del consigliere regionale Ncd, Carlo Malvezzi, che si è complimentato con “le autorità giudiziarie e alla Questura di Cremona per le operazioni effettuate nella mattinata di oggi come ulteriore passo avanti nell’inchiesta sugli scontri del 24 gennaio, che mira ad individuare tutti i responsabili dei danni subiti dalla città in quell’occasione. Sono certo che il lavoro di indagine scrupoloso e certosino, compiuto tra l’altro in collaborazione con le Questure di altre città, porterà a risultati concreti, assicurando alla giustizia gli autori di gesti che è intollerabile si verifichino ancora”.

Non basta: al contrario di quanto detto dal Dordoni, Malvezzi rimarca la disponibilità della Regione a dare una mano a chi ua subito danni. “Voglio ricordare che, in aiuto ai cittadini danneggiati, Regione Lombardia ha fatto e continuerà a fare la sua parte – dichiara ancora Malvezzi –, grazie allo stanziamento di 1,5 milioni di euro come rimborso parziale a chi ha subito danni. Così come mi aspetto che lo Stato continui a fare la sua facendo rispettare la legalità durante le manifestazioni e individuando tutti i responsabili delle devastazioni. Non possiamo più accettare, infatti, che le azioni di pochi delinquenti ricadano sulla collettività”.

L’ASSESSORE REGIONALE BORDONALI –  La Regione, dal canto suo, dopo aver erogato i fondi a sostegno delle attività danneggiate, chiede giustizia. “Ora attendiamo con impazienza che i latitanti vengano catturati per accertare fino in fondo la verità – dice l’assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione, Simona Bordonali -. Nel frattempo ci aspettiamo che il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti chiuda i centri sociali abusivi della città, come aveva promesso”. L’assessore si complimenta a sua volta con “gli agenti della Polizia di Cremona per il grande lavoro svolto”.

ALTERNATIVA COMUNISTA – Presa di posizione anche dal partito di Alternativa Comunista, che esprime solidarietà nei confronti degli arrestati. “Dallo scorso gennaio Cremona è diventata uno dei laboratori della repressione delle lotte a livello nazionale – si legge in un comunicato diramato dal partito. “Le cosiddette forze dell’ordine (magistratura e polizia) non contente delle intimidazioni e degli arresti effettuati nei mesi passati per i fatti riguardanti il tentato omicidio di un compagno del Centro Sociale Dordoni e l’imponente manifestazione antifascista svoltasi in città, proseguono nella loro opera di repressione.

Questa mattina, a quasi nove mesi di distanza dai fatti accennati, sono stati effettuati altri arresti di militanti antifascisti. Le accuse e le prove che dovrebbero inchiodare i compagni oltrepassano il senso del ridicolo: per uno degli arrestati la colpa sarebbe quelle di aver acquistato indumenti poi trovati dalla polizia al termine del corteo del 24 gennaio. Un altro sarebbe colpevole di aver sminuzzato pietre poi lanciate non si sa bene da chi. L’ultimo avrebbe scagliato qualche innocuo fumogeno contro le forze dell’ordine. Tutto ciò, dopo mesi di indagine e una attenta analisi di foto e filmati, ha portato a una sbalorditiva accusa di ‘concorso in devastazione’. Anche uno sprovveduto capisce che si tratta di accuse e prove inesistenti. Così come incredibile è che gli arresti siano avvenuti quando non sussiste pericolo di fuga o di reiterazione del reato, per usare termini della giustizia borghese. L’intento in realtà è un altro: intimidire con ogni mezzo chi svolge una quotidiana militanza antifascista e negli anni si è schierato al fianco degli sfruttati e degli oppressi. Mentre si usa il pugno di ferro contro i militanti antifascisti, la feccia di CasaPound gira indisturbata per la città, compresi i colpevoli della vigliacca aggressione a Emilio. Così come il loro covo continua a essere aperto, diligentemente protetto da polizia e carabinieri: questo per rendere chiaro da che parte stanno i tutori dell’ordine”.

Il Partito di Alternativa Comunista, quindi, “rivendica con orgoglio di aver partecipato alla manifestazione del 24 gennaio e si schiera senza se e senza ma al fianco dei compagni arrestati chiedendone l’immediata liberazione.

Poche righe infine per rispondere agli ‘avvoltoi’ che già si alzano in volo per chiedere la chiusura dei centri sociali. Tra questi spicca il signor Malvezzi che si è felicitato perché dei ‘delinquenti’ sono stati assicurati alle patrie galere. A questo signore ricordiamo che visti i casi Mantovani (assessore della giunta lombarda), Castiglione (sottosegretario del Governo Renzi) e Azzollini (deputato Ncd) i delinquenti sono nel partito di Malvezzi e nei Governi (locali e nazionale) da lui e dal suo partito sostenuti”.

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