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'Possibile danno patrimonale a Cr Solidale i consiglieri si cautelano'

AGGIORNAMENTO – I consiglieri di amministrazione di Cremona Solidale temono l’imminente ricorso dell’ex direttore generale Angelo Gipponi perchè sanno che ha ottime possibilità di vincerlo.  Lo ha detto questo pomeriggio in commissione Vigilanza il presidente – consigliere di Fratelli d’Italia – An Marcello Ventura: “Dalle informazioni che circolano tra le compagnie assicurative, sembra che abbiano comunicato alla loro posizione assicurativa la possibilità di aver procurato un danno patrimoniale all’azienda Cremona Solidale”. Segno – afferma Ventura, che non si sentono poi così sicuri della correttezza delle modalità con cui è stato affidato l’incarico al successore di Angelo Gipponi, Emilio Tanzi. Se è normale che chi ricopre incarichi di pubblico amministratore stipuli una polizza di responsabilità civile, è significativo – afferma Ventura – che loro abbiano segnalato alla loro compagnia la possibilità di un “danno patrimoniale all’azienda e alla città, visto che se Gipponi vince il ricorso e gli viene riconosciuto il danno, il Cda viene condannato a risarcire”.

La Commissione Vigilanza di fatto non si è tenuta in quanto i consiglieri comunali di maggioranza non si sono presentati mentre c’era il cda dell’azienda, insieme allo stesso Tanzi. Assente per impegni precedentemente presi, il presidente Emilio Arcaini, che ha comunicato attraverso una lettera le motivazioni per cui il direttore generale e il cda non sono tenuti in questa fase ad illustrare il Piano programma alla Vigilanza: “Il Piano programma dell’Azienda per l’anno 2015 – scrive Arcaini – ed i relativi allegati, letti, discussi ed approvati dal Consiglio Comunale in data 6 luglio 2015 non hanno subito alcuna variazione e non hanno bisogno di subire variazioni dopo la presa di servizio del nuovo direttore generale (….) In quest’ultimo trimestre dell’anno, il consiglio di amministrazione sarà impegnato con la collaborazione del direttore generale, nella stesura del piano aziendale pluriennale 2016/2018 e nella predisposizione degli atti fondamentali per l’anno 2016”.

Viene poi assicurata la disponibilità (come del resto prevede lo statuto dell’azienda) ad illustrare ai consiglieri comunali il piano programma 2016 non appena sarà approntato, come sempre avvenuto negli scorsi anni.

In merito all’apertura del sinistro, la vicepresidente di CR Solidale Cristina Manfredini controbatte: “I sinistri si aprono in via prudenziale; d’altra parte è lo stesso  dottor Gipponi ad aver dichiarato pubblicamente l’eventualità di un suo ricorso”.

Constatata l’assenza del numero legale, Ventura aveva dichiarato sospesa per trenta minuti la Commissione e nel frattempo aveva aperto, a beneficio dei giornalisti presenti, una conferenza stampa in cui denuncia una vera e propria “emergenza democratica”.

LA COMMISSIONE SI TRASFORMA IN CONFERENZA STAMPA – Ventura interviene pesantemente sul fatto che “per la seconda volta, dopo quella sull’inceneritore, questa maggioranza fa saltare la discussione su temi importanti, sottraendosi al dibattito” e  si dichiara “deluso e schifato”, tanto da ipotizzare una citazione per danni all’immagine, per i toni usati dal capogruppo Pd Bona nei confronti del suo modo di fare politica. E non demorde: la Vigilanza su Cr Solidale verrà riconvocata per il 3 novembre prossimo, sempre alle 18, con un ordine del giorno diverso, ma sempre inerente e non aggirabile.

“Stiamo vivendo un periodo buio della politica cremonese – rincara la dose il consigliere comunale di Nuovo  Centrodestra, Federico Fasani -. Ci troviamo di fronte a una Giunta che commette disastri e poi scappa, in  quanto loro per primi non sono convinti delle azioni che hanno messo in atto. In tutto questo, i luoghi della democrazia sono ormai ridotti al nulla: le commissioni di vigilanza vengono  disertate e in consiglio comunale per riuscire a discutere di argomenti importanti dobbiamo ricorrere a manovre di rinvii. Vista la situazione, mi chiedo se non ci troviamo in una condizione di emergenza politica e amministrativa”.

A rincarare la dose ci pensa il consigliere di Forza Italia, Ferruccio Giovetti, che ha parlato di “emergenza democratica”, in quanto “se quando la minoranza fa qualche domanda di chiarimento loro si rifiutano di rispondere, significa che vengono meno i presupposti della democrazia. Cosa servono le commissioni di vigilanza se alla minoranza non viene data possibilità di poter parlare?”.

Un “comportamento grave”, quello dei consiglieri di maggioranza, secondo la consigliera comunale del M5S, Lucia Lanfredi: “Non vengono rispettati i pilastri della democrazia. La commissione è un momento di confronto, ma la maggioranza si nega alla discussione, nonostante le problematiche di cui si dovrebbe parlare siano molte”.

“Di nuovo la maggioranza ci ha preso in giro, ma soprattutto ha preso in giro i cittadini che li hanno nominati” ha aggiunto il consigliere del Carroccio, Alessandro Fanti.

Infine Maria Vittoria Ceraso ha ribadito che: “la convocazione della  commissione è stata legittima, in quanto se è vero che l’innovatività delle proposte del direttore Tanzi è stato ciò che ha portato a far propendere per la sua nomina, sarebbe stato importante sapere in cosa queste novità si sarebbero concretizzate”.

LE ASSENZE – Nella lettera dei capigruppo Bona, Manfredini e Bonali, sottoscritta anche da Canale, Poli, Schifano, tutti del Pd e Antonioli di FnC, scrivono che “consiglieri, membri della commissione di vigilanza, non parteciperanno alla seduta convocata per oggi. Convocare una commissione sapendo già che non potrà essere rispettato l’ordine del giorno è un offesa alle istituzioni e ne evidenzia la strumentalità e la pretestuosità”.

“I capigruppo – si legge ancora – ed i consiglieri commissari delle forze di maggioranza prendono atto della convocazione della Commissione di Vigilanza al fine di interrogare il nuovo Direttore Generale “circa le strategie, le progettazioni ed il piano-programma da lui individuati per il suo primo anno di mandato” (citazione dall’ordine del giorno della Commissione di Vigilanza del 22/10/2015).
Precisano che, il Direttore Generale di Cremona Solidale ha il compito di rendere operative le strategie che il Consiglio di Amministrazione dell’Ente definisce, avendo ricevuto dal Consiglio Comunale le linee strategiche (articolo 21 dello Statuto dell’Azienda comunale “Cremona Solidale”).
Ricordano che tali linee programmatiche per l’anno 2015 sono già state discusse ed approvate dal Consiglio Comunale il 6 luglio u.s. e che non hanno subito alcuna variazione a soli 20 giorni dall’insediamento del nuovo Direttore Generale.
Evidenziano che il Direttore Generale risponde ed è responsabile davanti al Consiglio di Amministrazione, che a sua volta renderà conto del suo operato al Sindaco e al Consiglio Comunale.
E’ quindi assolutamente improprio che la Commissione di Vigilanza convochi il Direttore Generale sull’oggetto previsto nell’Ordine del Giorno della Commissione del 22/10.
Alla Commissione di Vigilanza sono attribuiti infatti compiti di garanzia della legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa e, in particolare, di verifica e di controllo sugli atti e sui procedimenti amministrativi. Alla Commissione di Viglianza non spetta dunque alcuna funzione di controllo di merito e di tutela.
Constatano pertanto che l’ordine del giorno della Commissione, convocata per il 22 Ottobre, non è in linea con i compiti a lei assegnati .
Ribadiscono dunque l’assoluta inutilità della impropria convocazione della Commissione, che comporta, fra l’altro, spreco di denaro pubblico. Un principio sacrosanto tanto spesso richiamato quanto poi così facilmente disatteso (…)
La commissione è già stata più volte trasformata impropriamente dal suo Presidente in una sorta di “ tribunale speciale”, esulando così, nelle forme e nei contenuti, dai compiti che essa, istituzionalmente, dovrebbe svolgere.
Se vi fosse reale interesse ad un resoconto dell’operato del nuovo Direttore generale bisognerebbe richiederlo tra qualche mese, come sarebbe logico, ed eventualmente discuterne nella commissione preposta.
Non sappiamo se con tali modalità il suo attuale Presidente speri di gettare fango su Cremona Solidale in un momento di delicato passaggio di consegne né cosa, con il suo comportamento, intenda dimostrare.
Di certo a nostro avviso sarebbe preferibile proteggere e accompagnare il percorso legittimamente stabilito a tutela dell’immagine dell’istituzione interessata, visto il delicato ruolo sociale svolto dall’azienda.
La nostra assenza vuole dunque essere una forte protesta contro questo modo arrogante di interpretare la politica, che antepone accuse e polemiche ai contenuti, trasformando il confronto politico in rissa permanente, nella quale chi strilla di più si illude di essere il più forte.
Non ci siamo mai sottratti al confronto laddove veniva coerentemente proposto e così continueremo a fare, per il bene della città e per il rispetto delle istituzioni.
In questo senso diciamo con nettezza che la Commissione Vigilanza non può diventare il territorio privato di alcuno e non può essere gestita in maniera personalistica ed irrispettosa dei compiti e dei ruoli che a ciascuno competono.
Voci preoccupate in tal senso si sono per altro levate anche al di là di quella delle forze di maggioranza.
Sappiamo già quale polverone verrà sollevato da alcune forze di minoranza, che magari invocheranno il rispetto delle istituzioni, ma ricordiamo a tutti che il rispetto delle istituzioni sta anche nell’impedire che la loro attività venga piegata a fini strumentali ed impropri.
Non permetteremo dunque ulteriori distorsioni delle funzioni e dell’immagine di una commissione così importante come la Commissione di Vigilanza”.

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