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Tognazzi, artista moderno: i figli inaugurano la mostra dedicata a Ugo

foto Sessa

Il primo ad arrivare è stato Ricky Tognazzi, per l’inaugurazione della mostra ‘La voglia matta. Il cinema di Ugo Tognazzi’ ( fino al 10 gennaio 2016 nello spazio espositivo del Museo del Violino, apertura: martedì-domenica 10.00 – 18.00; ingresso libero. Inaugurazione: 24 ottobre 2015 alle ore 12). L’attore regista ha prima visitato le sale dedicate alla liuteria. Poi si è a lungo soffermato, accompagnato dal sindaco Galimberti e dall’assessore Barbara Manfredini, sulle curiosità della mostra dedicata al padre, non una celebrazione, ma un punto di partenza per altre iniziative che non siano solo un ricordo del grande attore scomparso 25 anni fa, ma stimolo alla creatività e all’innovazione, non soltanto in campo artistico. “Questo, oltre alla sottolineatura della sua modernità – ha detto il sindaco Galimberti – rappresenta il vero obiettivo del progetto ‘Cremona per Ugo'”.

Ricky Tognazzi è stato poi raggiunto dai fratelli minori, Gian Marco e Maria Sole e insieme a loro ha tracciato brevi quadri del ricordo paterno. Un legame famigliare e professionale profondo: “Quando morì qualcuno mi disse: ‘L’eredità più preziosa sarà la simpatia, l’affetto, l’amore del pubblico’. E’ proprio così”. Cremona, la città natale portata tante volte nei suoi film, attraverso toponimi, modi di dire, espressioni dialettali, senza mai vergognarsi delle sue origini provinciali, è l’unica che quest’anno si sia ricordata dell’anniversario: “Venezia assente, festival di Roma assente, Cremona presentissima”, ha detto commosso Ricky. Gianmarco ha annunciato che a breve inaugurerà un negozio di prodotti alimentari a marchio “Tognazza”, in via Antica Porta Tintoria, la strada dove si trova la casa natale del padre. Molto apprezzato dai figli l’entusiamo del sindaco Galimberti, che Gianmarco ha ironicamente contrapposto all’inerzia del suo collega di Velletri, sui colli romani, dove Tognazzi trasferì la sua famiglia. Ad accompagnare i tre Tognazzi nella mostra, la cugina Bice Brambilla, altri famigliari e Mario Coppetti, cui si deve il busto in bronzo che raffigura l’attore.

La mostra ‘La voglia matta’, dal titolo di un film diretto da Luciano Salce, è un omaggio alla vitalità, all’energia, alla tenacia, alla poliedricità di un attore che ha prestato il suo volto a circa 150 interpretazioni. Nella cornice dello spazio espositivo del Museo del Violino si snoda un percorso che accompagna lo spettatore in un viaggio di oltre 40 anni, condotto attraverso documenti originali che ricostruiscono la biografia artistica dell’attore cremonese nel clima culturale del tempo. La prima sezione rievoca le tappe cruciali della sua ricca filmografia. Si va dai primi film comici degli anni Cinquanta – parodie, commedie leggere – ai veri e propri ruoli da protagonista del decennio successivo, al servizio di registi come Salce, Risi, Pietrangeli, Ferreri, Germi, che ne tratteggiano un’immagine di uomo medio, piccolo-borghese. In seguito l’attore amplia ulteriormente la gamma dei suoi personaggi, che diventano ancora più corrosivi e sgradevoli, cinici o illusi, nelle mani di Pasolini, Petri, Monicelli, Lattuada, e raggiunge il vertice della popolarità con le trilogie di Amici miei e de Il vizietto, fino alla vittoria della Palma d’oro per il film di Bertolucci (1981) e alle ultime, mature e più sofferte, interpretazioni. Manifesti cinematografici e locandine – realizzati dai più importanti cartellonisti, come Tino Avelli, Averardo Ciriello, Angelo Cesselon, Enrico De Seta, Mauro Innocenti, Armando Putzu, Sandro Simeoni – rievocano graficamente il nutrito coro dei personaggi interpretati da Tognazzi. Nella seconda sezione viene documentata l’attività sul set ad opera di alcuni tra i principali fotografi di scena: gli scatti di Rodrigo Pais, Divo Cavicchioli, Alfonso Avincola, Paul Ronald immortalano l’attore in attimi che ne svelano tanto la professionalità quanto il piacere di un lavoro profondamente amato. In altri scatti Ugo Tognazzi rivive inoltre nella dimensione familiare, privata, in quella di cremonese famoso, o ancora di personaggio pubblico. Conclude il percorso una sezione video con filmati provenienti dalle Teche Rai nelle quali è Tognazzi stesso a parlare della sua professione di attore, dei suoi film e del cinema. L’omaggio a Tognazzi – nella pluralità delle testimonianze, e nello stile generoso dell’uomo Ugo – diventa così anche un riconoscimento alle numerose e spesso oscure professionalità che rendono possibile La voglia matta, che alimentano la magia e la passione del cinema.

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    Superscazzola con lo scappellamento a destra. Possibile presentarsi con la cravatta?

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    Supercazzola con lo scappellamento a destra. Con la cravatta?