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Addio a Genesis, il musicista
clochard che amava Cremona,
morto carbonizzato a Mantova

Una fine tragica e ancora avvolta nel mistero quella di Genesis Gambirasio, musicista senzatetto di origini brasiliane molto noto a Cremona.
Genesis Gambirasio e le immagini del suo ritrovamento (Foto Gazzetta di Mantova))

E’ morto carbonizzato, nella sua baracca fatta di legno e cartone sul lago di Mezzo di Mantova, la notte tra il 23 e il 24 ottobre. Una fine tragica e ancora avvolta nel mistero quella di Genesis Gambirasio, musicista senzatetto di origini brasiliane molto noto a Cremona, città che amava e dove si esibiva spesso, con la sua chitarra e le sue note malinconiche. A soli 37 anni, il giovane aveva studiato filologia all’università di Monaco di Baviera e ed in seguito era venuto in Italia, prima a Verona, poi a Cremona ed in seguito a Mantova. “Amava talmente tanto Cremona che recentemente vi era tornato per un mese e mezzo creandosi un ‘rifugio’ nel piazzale davanti alla stazione” ha raccontato un suo amico, Marco Visigalli, sulle pagine della Gazzetta di Mantova. E in effetti Genesis a Cremona tornava spesso, esibendosi in corso Campi. Da buon musicista amava la città della musica, dove trovava ispirazione.

Per il momento gli investigatori, che stanno indagando sulle cause della morte, non escludono nulla: tra le ipotesi quella che abbia acceso un fuoco per riscaldarsi, e che nel sonno sia stato avvolto dalle fiamme. Oppure che sia stato colto da un malore e che sia caduto nel fuoco. A ritrovarlo, alle nove della mattina, è stato il curato di Frassine, don Alessandro Franzoni. L’amico sacerdote, che assieme al parroco di Frassine don Marco Cerutti si stava prendendo cura di lui, era andato a cercarlo alla baracca del lago, là dove Genesis aveva trascorso un intero inverno, al gelo e in mezzo ai topi di fogna che infestano la zona. Inspiegabilmente venerdì notte c’era tornato, benché ora avesse, in una roulotte parcheggiata accanto alla canonica di Frassine, un tetto tutto suo sotto cui dormire.

Il ragazzo soffriva di problemi psichiatrici: era stato a lungo ricoverato per questo motivo presso l’ospedale Poma di Mantova, da cui era stato dimesso due settimane prima. Mantova lo ha ricordato venerdì 30 ottobre,al cimitero, con una celebrazione ma senza un vero e proprio funerale, nel rispetto della volontà della sorella, che vive in Germania.

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