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Sindacati, sciopero della grande
distribuzione contro il mancato
rinnovo del contratto nazionale

I manifestanti davanti al Carrefour di piazza Lodi (Foto Sessa)

Protesta del mondo sindacale cremonese (Cgil, Cisl e Uil), schierato davanti al Carrefour di piazza Lodi contro il mancato rinnovo del Ccnl del terziario. “Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono con questa manifestazione “di procedere velocemente al rinnovo, anche in considerazione dell’avvenuto rinnovo del Ccnl del terziario distribuzione e servizi, che ha riconosciuto un aumento di 85 euro”. Lo sciopero riguarda tutti i lavoratori dei supermercati.

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“Dopo due anni di negoziato le trattative si sono rotte a causa della rigidità di Federdistribuzione. L’associazione datoriale non solo si è rifiutata di prendere in considerazione la piattaforma rivendicativa presentata dai sindacati. Si è anche dichiarata indisponibile ad erogare aumenti salariali se non attraverso una dilazione della decorrenza e ha posto la necessità, ai fini di un presunto recupero di produttività, di determinar e un grave arretramento rispetto ad alcuni istituti, intervenendo su automatismi, permessi retribuiti, distribuzione dell’orario di lavoro e sospensione dell’incidenza di 13ª e 14º sul Tfr”. Il tutto in una situazione che ha già visto forti peggioramenti dei diritti dei lavoratori, come le procedure di licenziamento collettivo, i contratti di solidarietà, il ricorso alla cassa integrazione e le condizioni di lavoro nei punti vendita che stanno aperti per 24 ore, magari 365 giorni l’anno.

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La protesta è rivolta anche alle imprese della distribuzione cooperativa, che “stanno avanzando richieste finalizzate ad abbassare nettamente salario e diritti dei lavoratori” evidenziano i sindacati. “In particolare, vogliono: l’aumento del divisore orario e quindi la riduzione del costo ora lavorata; la riduzione delle maggiorazioni di straordinario, supplementare, notturno, festivo e domenicale; la riduzione del trattamento di malattia per assenze brevi; la revisione del sistema di classificazione; la conferma delle minori ore di permesso per le piccole cooperative e l’ampliamento dell’applicazione anche per imprese oltre i 300 dipendenti che abbiano una rete di vendita assimilabile alle cooperative minori; l’inserimento di un sistema derogatorio del contratto nazionale per la rete di vendita collocata nel Sud Italia”.

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