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Amianto, dal Comune partiti
i primi solleciti di bonifica
dei siti segnalati da Ona Cremona

Sono stati inviati, da parte del Comune di Cremona, i primi solleciti di bonifica ai privati che hanno immobili con presenza di amianto ad alto rischio, segnalati da Ona Cremona.

Sono stati inviati, da parte del Comune di Cremona, i primi solleciti di bonifica ai privati che hanno immobili con presenza di amianto ad alto rischio, segnalati da Ona Cremona. L’ultima è arrivata ad una azienda di Cremona, con un indice di degrado pari a 64 (che rientra nella classificazione 3, ossia la peggiore possibile), che impone quindi la rimozione entro un anno. “Vogliamo esprimere gratitudine all’Amm.ne Comunale di Cremona per aver affrontato con sollecitudine questioni legate alla presenza di amianto in immobili e aziende privati del centro storico e della periferia” evidenziano i coordinatori Ona, Danilo Dilda e Ivano Bonoldi. “Gli Assessori all’Area Vasta e alla Salute e Ambiente hanno sempre mostrato forte sensibilità verso esposti presentati da Ona Cremona Onlus alla Procura della Repubblica di Cremona, coinvolgendo gli uffici tecnici della pubblica edilizia. Nella fattispecie l’Ing. Marco Pagliarini, direttore del Settore Lavori Pubblici, ha eseguito tutte le valutazioni tecniche caso per caso, e conseguentemente  recapitato ai proprietari provvedimenti con obbligo di monitoraggio annuale per gli stabili con indici di degrado tollerabili, e bonifica entro 1 o 3 anni per le strutture con indici di degrado superiori”.

Una situazione che spicca, quella di Cremona, in una regiona in cui vi è “un fortissimo ritardo sulla bonifica dell’amianto di tutto il territorio” continuano da Ona Cremona. “Riteniamo che vi sia la necessità di adottare comportamenti simili a quelle dei cittadini cremonesi che tutti i giorni ci segnalano la verosimile presenza di amianto”.

Anche a livello nazionale i problemi non mancano, come evidenzia l’associazione. “Il ministero del Lavoro ha disposto in via sperimentale che l’Inail eroghi ai malati di mesotelioma, che abbiano contratto la patologia per esposizione ambientale comprovata all’amianto o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella sua lavorazione, una prestazione assistenziale d’importo fisso pari a 5.600 euro, da corrispondersi una volta sola su richiesta dell’interessato per gli anni dal 2015 al 2017, attingendo dall’ordinario Fondo vittime dell’amianto. L’Osservatorio nazionale sull’amianto (Ona) contesta però l’operato del Governo e del premier Matteo Renzi, il quale si era impegnato ad indennizzare le vittime dell’amianto, anche quelle per esposizione ambientale, e ciò all’indomani della sentenza Eternit con la quale la Cassazione ha assolto il magnate svizzero Stephan Schmidheiny per prescrizione”.

“Oltre il danno anche la beffa – dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona -, poiché la prestazione è definita ‘assistenziale’, mentre invece è un vero e proprio risarcimento, per la condotta dello Stato inadempiente e soprattutto perché poco più che simbolico, e perché queste somme vengono non aggiunte ma attinte semplicemente dal già esiguo Fondo vittime amianto, per un importo complessivo di 28.783.16 euro. Inoltre, se ne dovrà far richiesta, e quindi gli aventi diritto che non ne sono informati, ovvero coloro che non ne faranno richiesta, non otterranno il dovuto”.

“Si sottolinea – aggiunge Bonanni – la singolarità di una prestazione limitata ai soli malati di mesotelioma e non delle altre patologie causate dall’amianto, come l’asbestosi e i tumori polmonari, alla laringe, ed altre patologie che le fibre di amianto hanno provocato, provocano e provocheranno.  Inoltre si va a rilento con le bonifiche che costituiscono l’unico strumento efficace per evitare altre esposizioni e quindi altre patologie asbesto correlate, e con la ricerca scientifica, in grado di poter salvare coloro che sino ammalati e che si ammaleranno nel futuro.  L’Osservatorio nazionale amianto sta andando avanti, sostiene la ricerca, si impegna per le bonifiche e fornisce assistenza gratuita ai cittadini e lavoratori”.

LaBos

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