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Attentati di Parigi: 'Il terrore
non vinca sulla civiltà'

Partecipata manifestazione questo pomeriggio in piazza del Comune per ricordare i morti di Parigi, organizzata dal Tavolo della Pace.
foto Sessa

Cremona si è stretta attorno al popolo parigino, colpito per la seconda volta quest’anno da una tragedia a cui l’Europa non è abituata, ma che in altre zone del mondo rappresenta una drammatica realtà, come quella degli attentanti kamikaze. Lo ha fatto partecipando alla manifestazione della Tavola della Pace, che raggruppa una serie di associazioni cremonesi, davanti alla Loggia dei Militi, questo pomeriggio alle 18. Hanno detto no alla violenza, rifiutando con fermezza il populismo di chi vorrebbe chiudere le frontiere dell’Europa e del Mediterraneo, Carla Bellani delle Acli, don Mario Ardighieri, il sindacalista Giuseppe Demaria a nome delle confederazioni sindacali, un rappresentante del centro islamico La Speranza e uno della comunità Sikh. Chiusura del sindaco Gianluca Galimberti, che ha evidenziato i due pericoli maggiori a cui l’Occidente si trova esposto, ossia lasciarsi travolgere dalla paura e dalla rabbia. Ha quindi risposto indirettamente ai populisti di tutti i generi che invocano la chiusura delle frontiere come antidoto all’importazione del terrorismo: “Abbiamo bisogno di un’Europa e di un Mediterraneo forti, e di ricordarci la forza morale e di civiltà dei padri fondatori dell’Europa”. Ha ricordato il valore delle parole, biasimando la “cloaca di nefandezze”, così le ha definite, che stanno girando via Internet.

Don Mario Ardighieri, colonna del dialogo interreligioso cremonese, ha espresso il valore della fratellanza come principio fondamentale di ogni relazione umana, citando curiosamente l’esempio dell’imperatore duecentesco Federico II di Svevia, non certo un campione dell’ortodossia cattolica. “Lui, scomunicato dal Papa, andò a Gerusalemme per dialogare, senza colpo ferire”, ha detto il sacerdote, sottolineando la supremazia delle parole rispetto alle armi quando si tratta di interloquire con lo straniero. Ha poi ricordato che tragedie come quella parigina, che ci colpiscono perchè alle porte di casa, sono una triste consuetudine in Medio Oriente, in Paesi come la Siria e l’Egitto.

Infine, il rappresentante della Comunità musulmana cremonese che si riunisce al centro La Speranza, ha ribadito una ferma condanna del terrorismo, citando il versetto del  Corano “uccidere un uomo innocente è come uccidere l’intera umanità” e assicurando porte aperte nel proprio luogo di culto. “Noi ci consideriamo parte integrante di Cremona – ha detto – non dobbiamo cedere alla trappola del terrore”, parlando di cattiva interpretazione del testo sacro ed esprimendo solidarietà al popolo francese.

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g.b.

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Commenti
  • Nokia

    je suis paris, ma Cremona sembra molto integralista e cattolica.. sicuri che sia opportuno?

  • Sorcio Verde

    Bla, bla, bla…..