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Omicidio di Castelvetro, l'appello
conferma la condanna a 16 anni
per Giampietro Gilberti

La Corte d’appello di Bologna ha confermato la sentenza di primo grado per Giampietro Gilberti, 55 anni, processato con il rito abbreviato e condannato a 16 anni nel dicembre del 2014 dal tribunale di Piacenza per l’omicidio della convivente Cinzia Agnoletti, 51 anni. Il delitto era avvenuto la sera del 25 settembre 2013 nell’abitazione della donna in via Stazione a Castelvetro Piacentino. Litigavano spesso per motivi economici, Giampietro Gilberti, disoccupato, in passato impiegato in una azienda agricola di Villanova, e la compagna Cinzia Agnoletti, ma la furia omicida era scattata per colpa di una porta rotta. La lite con la compagna, come raccontato dallo stesso Gilberti al pm di primo grado Antonio Colonna, era cominciata nell’atrio dell’abitazione. Al suo rientro, la donna aveva bussato con violenza, rivolgendo parole pesanti al compagno per farsi aprire quell’uscio mai aggiustato. Una volta faccia a faccia, lui le aveva sferrato due pugni che l’avevano tramortita. Poi aveva cercato di soffocarla, prima a mani nude, poi con la corda di una tapparella, quindi con un cuscino e infine con un sacchetto di plastica. Dopo aver ucciso la compagna, Gilberti era uscito e nel corso della notte aveva inviato un sms con il cellulare della vittima al figlio ventenne, chiedendogli di andare a casa e di avvertire i carabinieri. Prima l’omicida aveva tentato di uccidersi, prima ingerendo 4-5 pasticche di ansiolitici, quindi mettendo la testa in un sacchetto di plastica. A salvarlo erano stati i carabinieri che lo avevano trovato a terra agonizzante.

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