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Che tristezza l'albero di Natale
in stile 'neopauperista'

Lettera scritta da Ferruccio Giovetti - Capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale Cremona

Fare nuova la città? No, grazie. Ci teniamo la vecchia. A questa conclusione siamo giunti ieri pomeriggio io ed un caro amico di Cremona davanti a quella squallida presenza che è l’ albero di Natale in piazza del Comune. Nel salotto della città, nel pieno delle Festività di fine anno, in uno degli scorci più suggestivi d’ Italia si staglia in tutta la sua triste figura il povero albero giunto a noi dagli amici della Val Rendena, grazie all’interessamento dei Rotary di Cremona e di Madonna di Campiglio per abbellire la nostra piazza principale.

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Mal gliene incolse agli amici rotariani di quella valle. Non hanno considerato che ad approntare il povero albero per le feste avrebbero provveduto il nostro Sindaco e la sua squadra. Ai quali evidentemente sfugge, nonostante le tante abusate parole, il senso del bello e cioè che il bello genera il bello e la sciatteria lo squallore. Hanno piazzato il povero albero, maestoso nella sua valle, di fatto povero ed abbandonato nella nostra città, nel centro della piazza, delimitato da transenne, certamente per motivi di sicurezza, addobbato con fiochi lumini che ricordano la luce delle lampade votive cimiteriali, in uno squallore veramente sgradevole.

Era così impossibile prevedere qualche fioriera di contorno, era così costoso prevedere qualche luce diversa che facesse risaltare la sua imponenza o qualche addobbo più idoneo alla situazione? Nella città che si vuole fregiare, e ne ha ben diritto, del bello dell’ arte liutaria, cosa può pensare il cittadino, il turista, il passante di questo spettacolo tristissimo? E gli amici della val Rendena cosa penseranno del loro povero albero, a noi donato con tanto di cerimonia ufficiale, presente il nostro Sindaco, nell’ estate appena trascorsa nella piazza principale di Madonna di Campiglio? Sinceramente io non lo so, temo però che questa sciatteria possa rientrare in quella sorta di neopauperismo inaugurato dalla nostra Amministrazione. Secondo la quale non servono sottopassi per le auto ma solo per biciclette, secondo la quale bisogna imparare a consumare meno così si producono meno rifiuti, secondo la quale la città invasa da accattoni, mendicanti, saltimbanchi e giocolieri, manco fossimo sul set del Gobbo di Notre Dame, è viva e vitale. Per cui perché addobbare in modo adeguato l’albero di Natale? Non ce n’è ovviamente bisogno! Troppa opulenza. Basta la presenza, il segno.
E no, Signor Sindaco. C’è qualcuno che i sottopassi li vuole usare con l’auto, c’è qualcuno che consuma e che i rifiuti che produce, tanti o pochi, li gestisce secondo le regole del momento, c’è chi vorrebbe una città bella, pulita e presentabile al mondo e c’è chi vorrebbe un Albero di Natale, così come da sempre fin da bambini, ce lo siamo immaginato e sognato. C’è qualcuno che conserva il gusto del bello, che evidentemente a lei fa difetto. Non si preoccupi di fare nuova la città; se questi sono i risultati ci lasci la vecchia: a noi tutto sommato non dispiaceva poi così tanto.

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