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Radicali: 'il carcere realtà a
sé stante, serve più attenzione'
Reclusi stranieri in aumento

431 detenuti, di cui 242 stranieri provenienti da 35 paesi diversi, per 175 agenti di polizia penitenziaria effettivi. Questi alcuni dei numeri snocciolati dai Radicali cremonesi tornati a monitorare le condizioni della casa circondariale cittadina.

di Sara Pizzorni

431 detenuti, di cui 242 stranieri provenienti da 35 paesi diversi, per 175 agenti di polizia penitenziaria effettivi. Questi solo alcuni dei numeri snocciolati questa mattina davanti all’ingresso del carcere dai Radicali cremonesi che dopo un anno e mezzo dall’ultima visita sono tornati a monitorare le condizioni della casa circondariale cittadina. Presenti, Sergio Ravelli, Gino Ruggeri e Maria Teresa Molaschi.

“Le criticità sono sempre le stesse”, ha detto Ravelli, che da 40 anni visita le carceri italiane. Nonostante i nuovi spazi, resta comunque il problema del sovraffollamento, se si considera che i posti effettivamente disponibili, escludendo le celle inagibili, sono 383. I radicali hanno poi sottolineato la massiccia presenza di cittadini extracomunitari, di detenuti tossicodipendenti, ben 103, e diversi problemi sanitari, con un incremento di detenuti malati, 53 dei quali affetti da epatite C. Aumentati anche i casi di atti di autolesionismo: 118 nel 2014, 143 nel 2015. 10 (il numero non è cambiato rispetto all’anno scorso) gli agenti della polizia penitenziaria vittime di aggressioni. Dei 431 detenuti, di cui 332 con condanna definitiva, solo 121 lavorano.

Per i radicali, per risolvere il problema della giustizia italiana, e quindi l’irragionevole durata dei processi, “bisogna adottare provvedimenti mirati che possano far entrare nella legalità sia la giustizia che il carcere”. “Bisogna dare avvio alle riforme strutturali”, hanno rimarcato Ravelli e Ruggeri. “Lo ha capito il nostro ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e lo ha capito anche Papa Francesco, che ha annunciato l’anno giubilare dei carcerati, pronunciando la parola amnistia”.

Secondo i Radicali, “con l’amnistia si smaltirebbe gran parte dei procedimenti penali pendenti che mai sarebbero arrivati a termine, frenando in questo modo il fenomeno prescrizione”. “Dei 431 detenuti”, ha aggiunto Ravelli, “solo poche decine sono da ritenersi pericolosi, mentre per gli altri potrebbero essere creati percorsi alternativi”.

I Radicali hanno fatto sapere che continueranno nella loro opera di costante monitoraggio, così come continueranno a proporre soluzioni concrete per i detenuti e anche per chi opera all’interno del carcere. Un appello lo hanno lanciato anche agli organi istituzionali locali, in primis al Comune, per una maggior attenzione ai problemi del penitenziario cremonese. “All’interno del carcere non arrivano né giornali, né riviste”, ha spiegato Ravelli, “pochissimi detenuti lavorano, mentre ci sarebbero da riattivare le attività lavorative che prima c’erano ma che poi si sono esaurite. C’è la mancanza di un ponte verso l’esterno che dovrebbe essere colmata”.

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