Commenta

Coldiretti boccia la via
d'acqua Cremona-Milano:
altro inutile cemento

Coldiretti boccia l'idea del prolungamento del canale navigabile da Cremona a Milano. 'Già spesi abbastanza soldi in progetti di fattibilità. Fra strade, autostrade e poli logistici il territorio ha già dato".

“Con tutti i problemi più urgenti che ci sono, mi pare assurdo pensare di spendere 2 miliardi di euro, se li hanno, per scavare un canale navigabile da Milano al Po passando da Lodi e Cremona anche perché è un progetto vecchio di oltre cento anni che solo per l’idea è già costato troppo. E non voglio pensare a quello che sarebbe l’impatto sul territorio. Sembra un po’ la vicenda del ponte sullo stretto di Messina, ma trasportata al nord. Non credo proprio che debba essere fra le priorità del nuovo anno” così Alessandro Rota, Presidente di Coldiretti Milano Lodi e Monza Brianza commenta i nuovi progetti di fattibilità che, anche nel 2016, dopo oltre un secolo di discussioni e costi, sono stati finanziati per studiare la possibile realizzazione dell’opera.
La storia del canale navigabile Milano-Cremona – spiega la Coldiretti Lombardia – è stata sempre travagliata. Solo una quindicina i km realizzati, tra Cremona e Pizzighettone , sui 65 totali. “L’idea – continua l’associazione  di categoria –  risale agli inizi del Novecento: dopo la realizzazione del primo tratto i lavori si sono fermati, mentre non hanno mai smesso di correre le spese per il mantenimento della struttura burocratica del Consorzio Canale Navigabile. Tanto che nel 2000 il ministero del Tesoro ci ha messo una pezza decretandone lo scioglimento per ‘mancato raggiungimento dello scopo’.
“A fronte di questa situazione – chiede Rota – se proprio si devono spendere dei soldi, non è meglio investirli in qualcosa che riguarda più da vicino la qualità della vita della gente? Penso a misure di miglioramento ambientale e di sviluppo del verde sia nelle città che fuori, creando reti di collaborazione con i territori agricoli. Ma se al posto dei campi scaviamo un letto di cemento dopo che facciamo: respiriamo quello? E l’acqua che serve dove l’andrebbero a prendere: dalle rogge sventrate che non servirebbero più ai terreni del Lodigiano? Mi pare tutto un controsenso: un danno all’agricoltura e all’ambiente. Mi pare che fra strade, autostrade e poli logistici il territorio abbia già dato. Anche troppo”.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti