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Omicidio di via dell'Annona,
Nadia Guessons, uccisa dal
marito. Lo sgomento dei vicini

Foto Francesco Sessa

di Laura Bosio

C’è un certo fermento nella mattina di martedì al civico 5 di via dell’Annona, dove nella notte, in un appartamento del primo piano, si è consumato l’omicidio di una donna marocchina di mezza età, Nadia Guessons, strangolata dal marito, Chabli Saddike. Sembra che ad allertare i carabinieri sia stata una telefonata giunta dal Marocco, da parte di un figlio dell’uomo, avuto da precedente matrimonio. Immediato quindi l’intervento dei militari dell’Arma presso l’abitazione della famiglia. Sarebbe stato proprio l’assassino ad aprire la porta. L’uomo aveva lasciato un biglietto, in cui raccontava di essere disoccupato e che il rapporto con la moglie era incrinato da tempo: lei aveva già manifestato la volontà di lasciarlo.

Una storia che ha lasciato senza parole i vicini di casa, che li dipingono con una famiglia normale. A svegliare molti di loro, intorno a mezzanotte e mezza, è stato il suono del campanello nell’appartamento della coppia: erano i carabinieri intervenuti sul posto. “Ho sentito un suono lungo, poi uno scalpiccio di passi. E ho capito subito che era successo qualcosa” racconta una donna che abita proprio sotto l’appartamento del delitto. Nessuno però ha sentito nè grida d’aiuto nè altri rumori provenire dall’abitazione dei due marocchini. Neppure da parte delle due figlie, che probabilmente non erano in casa.

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Il balcone dell’appartamento in cui si è consumato il delitto (Foto Sessa)

“Mi sembravano una famiglia tranquilla” spiega Ernesto Viola, anch’egli residente al pian terreno. “Ho incrociato lui proprio ieri pomeriggio, mentre scendeva le scale per buttare la spazzatura. Canticchiava, sembrava di buon umore”. Insomma, nessuna avvisaglia di quanto sarebbe accaduto poche ore dopo. I vicini di casa rivelano che si trattava di una coppia riservata. “Sì, ogni tanto litigavano, come tutte le coppie, ma non ho mai notato attriti particolari” rivela un’altra inquilina del pian terreno. Eppure, secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, sembra che tra i due vi sia un passato di screzi, e addirittura denunce nei confronti del marito per maltrattamenti verso la moglie.

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I carabinieri davanti al condominio di via dell’Annona (Foto Sessa)

Al primo piano una coppia abita proprio di fronte alla casa del delitto. “Mi hanno suonato i carabinieri stanotte, ci siamo presi un grande spavento. Siamo riusciti a riaddormentarci solo alle quattro della mattina” racconta la coppia di anziani che vi risiede. Neppure loro avevano notato nulla di strano nei giorni prima. “Abitavano qui da poco più di un anno ma erano una famiglia riservata. Salutavano sempre ma non hanno mai dato confidenza in modo particolare a nessuno”. Di loro si conosce poco. “Lei lavorava dalle suore, lui era sempre a casa” raccontano ancora gli altri inquilini.

Durante la notte, oltre ai carabinieri e al 118, sul posto è intervenuta la squadra scientifica. L’uomo è stato portato nel carcere di Ca’ del Ferro, a Cremona, in attesa di essere interrogato, mentre il corpo della vittima è stato trasportato all’obitorio.

UNA TESTIMONIANZA

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