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Emergenza idrica: mozione
di Malvezzi per un Tavolo
dell'acqua. Alloni risponde

Malvezzi: 'Il Tavolo dell'acqua sarà uno strumento di monitoraggio e intervento'. Ma Alloni attacca: 'La Regione convoca il Tavolo solo in situazioni di emergenza'. E intanto arriva l'appello di Coldiretti al vertice di Milano: 'Alzare il livello dei laghi contro la grande sete'.

“Costituiremo un Tavolo regionale permanente dell’Acqua, entro il mese di febbraio, per monitorare in tempo reale la carenza di risorse idriche sui territori ed elaborare, con tutti i soggetti interessati, le necessarie azioni conseguenti da concordare poi con gli enti territoriali”. Lo ha detto Carlo Malvezzi, consigliere regionale e presidente della Commissione Affari istituzionali di Regione Lombardia, che ha depositato una mozione in cui si invita il governatore Maroni ad istituire un “Tavolo tecnico permanente dell’Acqua” composto dagli assessorati competenti, da Aipo, Arpa, Ersaf, Consorzi di Bonifica, Associazioni agricole, A.t.o., Consorzi di regolazione dei grandi laghi prealpini, gestori dei bacini idroelettrici alpini.

“Ho registrato”, ha continuato Malvezzi, “una fortissima preoccupazione da parte delle associazioni di categoria economiche, sia in un incontro avuto a Cremona, sia in altre occasioni.  Quella a cui stiamo assistendo è una vera e propria emergenza che già oggi mette a dura prova diversi settori economici lombardi. È indispensabile muoversi coordinati e con tempestività. Voglio dare atto, nel frattempo, all’assessore regionale Viviana Beccalossi, che oggi ha convocato le province e i Consorzi di bonifica lombardi su questo tema, di aver iniziato un importante lavoro di raccordo con gli enti territoriali, che troverà pieno compimento, appunto, nel Tavolo permanente”.

Malvezzi precisa che “il susseguirsi di stagioni siccitose ha ormai assunto il carattere della ordinarietà, proprio per questo dobbiamo adeguare gli strumenti di monitoraggio e di intervento alla realtà che cambia. Ne sta già facendo le spese il comparto agroalimentare, ma anche il settore della navigazione, del turismo e della pesca, tutti accomunati dall’esigenza di accedere alla risorse idrica”.

Proprio per il fatto che queste prime settimane dell’anno, continua il consigliere regionale, “dimostrano una situazione di carenza d’acqua ancora molto forte, è indispensabile procedere alla istituzione del Tavolo permanente, rendendolo subito efficace nella possibilità di valutazione e intervento. Confido – conclude Malvezzi – che arriveremo presto all’istituzione e piena operatività di questo nuovo strumento”.

Intanto arriva la replica di Alloni, consigliere regionale del Pd: “Siamo soddisfatti che sia stata finalmente recepita dalla Giunta lombarda la richiesta di riattivare il tavolo istituito con il Patto per l’acqua, ma in 8 anni non si può convocarlo solo quando c’è piena emergenza, quando ambiente e agricoltura stanno soffrendo perché non piove, non nevica e la siccità ha raggiunto livelli preoccupanti. Dovrebbe essere un tavolo permanente per l’importanza che l’acqua ricopre per questi settori”. Questo il comment di Alloni, componente della VI Commissione Ambiente e dell’VIII Commissione Agricoltura, dopo l’incontro del Tavolo regionale per il monitoraggio delle riserve idriche, tenutosi nel primo pomeriggio di oggi, martedì 19 gennaio 2016.

“Più volte abbiamo sollecitato, come Gruppo del Pd, questa convocazione e la necessità di un luogo permanente dove confrontarsi, anche considerato il fatto che, come è noto a tutti, i cambiamenti climatici stanno modificando i nostri ecosistemi – prosegue il consigliere –. La richiesta era contenuta anche nella risoluzione approvata dal Consiglio regionale lo scorso 10 dicembre in relazione al Piano di tutela delle acque”.

In particolare quel documento impegnava la Giunta a riattivare il Patto per l’acqua, progetto avviato da Regione Lombardia nel 2007, al fine di garantire, grazie al coinvolgimento e alla partecipazione ai tavoli di tutti gli stakeholders, l’uso sostenibile della risorsa, la prevenzione di situazioni di emergenza causate da carenza o abbondanza d’acqua, una efficace gestione del deflusso minimo vitale e il risparmio idrico.

Ma ad Alloni non rimane che sottolineare “come ancora una volta si intervenga in ritardo, dopo una crisi idrica che già nel 2015 aveva messo in ginocchio molte imprese agricole. La discussione sulle sperimentazioni del deflusso minimo vitale, sostenuto da forti investimenti a livello territoriale, e la pianificazione di strategie condivise prima del periodo estivo, avrebbe potuto accompagnare con contributi fattivi la stesura degli atti di indirizzo per il Piano”.

Ecco perché l’esponente Pd auspica che “d’ora in avanti il tavolo, che ora verrà riconvocato il 24 febbraio, possa svolgere la sua funzione in modo permanente e non sia chiamato a ricoprire il suo ruolo solo in condizioni di emergenza, affinché possa lavorare in modo proficuo, e non estemporaneo, a obiettivi di medio e lungo termine”.

Sempre in tema di siccità, arriva l’appello di Coldiretti al vertice di Milano: “Bisogna alzare il livello dei laghi, lasciando più acqua negli invasi per avere più scorte per l’estate”, dice Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia a margine del vertice di Milano al Pirellone organizzato dalla Regione per fare il punto sull’emergenza siccità.

Nei prossimi trenta giorni – ha spiegato l’Arpa – non sono previste precipitazioni significative e quindi la situazione è destinata a peggiorare: le riserve idriche sono a quasi il 60% in meno rispetto alla media del periodo 2006-2014 e al 43,7% in meno rispetto al già secco 2007, mentre le precipitazioni del 2015 sono state di appena 818 millimetri ancora più basse dei già scarsi 847 millimetri registrati nel 2007. Il volume dei laghi di Como Iseo, Idro e Garda – spiega Coldiretti Lombardia – non supera i 222 milioni di metri cubi rispetto ai 550 milioni che mediamente si registrano in questo periodo, con anche poca neve in montagna visto che in media non si superano i 50 centimetri di spessore nelle zone sopra i duemila metri di quota dove qualche fiocco è caduto. “I dati del 2015 ci riportano all’anno della grande sete del 2007” ha detto l’assessore al Territorio Viviana Beccalossi.

“E’ positivo che ci sia mossi subito per capire cosa fare – spiega Ettore Prandini di Coldiretti Lombardia – oltre ad alzare il livello dei laghi è necessario poter intervenire sul deflusso minimo vitale in modo da garantire acqua ai campi e ai canali. Senza quella sono a rischio colture come il mais, il pomodoro e le orticole: tre settori cardine della produzione agroalimentare della nostra regione”.

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