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E' sempre allarme organici
No dei magistrati al reato
di immigrazione clandestina

A Brescia si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2016. Punto caldo, la carenza di organico in tutto il distretto, in modo particolare a Cremona. Tra i reati in aumento, i furti, lo stalking, i delitti informatici e le frodi comunitarie.
Foto di Francesco Sessa

di Sara Pizzorni

“Inutile ed inefficace”. Con queste parole il nuovo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio, nel suo discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario, ha definito il reato di immigrazione clandestina. “Non vi è dubbio”, ha detto Canzio, “che la risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa, mentre la sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino al più rigoroso provvedimento di espulsione, darebbe risultati concreti”. Oggi, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta a Brescia, tutti gli operatori della giustizia hanno ‘bocciato’ il reato introdotto nel 2009. “Sono perfettamente d’accordo”, ha commentato il procuratore generale Pier Luigi Maria dell’Osso. “Non serve e complica inutilmente le cose”. Così anche il presidente della sezione penale del tribunale di Cremona Pio Massa, secondo il quale “la repressione penale non aggiunge nulla, anzi: ostacola. E’ un’illusione che le sanzioni penali abbiano effetti deterrenti. In questo ci vuole l’identificazione e l’espulsione”. “Abbastanza d’accordo” con il presidente Canzio si è detto anche il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto di Martino.

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Filo conduttore della cerimonia di quest’anno ancora una volta è stato il gravissimo problema della carenza di organico nel distretto della Corte d’appello di Brescia, che comprende anche Cremona, Bergamo e Mantova. Lo hanno sottolineato con forza sia il presidente vicario della Corte d’appello Enrico Fischetti che il procuratore generale dell’Osso, che ha parlato di “fatica ai limiti del possibile e di condizioni di assoluta drammaticità degli organici giudiziari”.

Una situazione particolarmente allarmante per Cremona, aggravata dall’accorpamento con il tribunale di Crema. Attualmente, come ha fatto notare nella relazione il presidente Fischetti, la pianta organica dei magistrati togati è stata incrementata solo del 65% (da 13 a 20 togati complessivi, compreso il presidente del tribunale e il presidente di sezione), mentre il carico di lavoro è mediamente incrementato di circa il 75%, con punte quasi del 100% in alcuni settori. La pianta organica del tribunale amministrativo, invece, comprende 54 unità, oltre al dirigente, con copertura limitata a 40 unità, di cui 27 idonee a prestare assistenza ai 17 magistrati e 9 got in servizio. In grande sofferenza anche la sezione gip-gup: a fronte di 5.948 procedimenti iscritti, ne sono stati definiti 4.600, con un incremento di procedimenti definiti del 16%. Situazione in continuo peggioramento anche in procura. “Il problema è senza soluzione”, aveva recentemente detto il procuratore di Martino, che aveva considerato anche l’ipotesi di chiudere i battenti di qualche ufficio. Fino a poco tempo fa, ad esempio, all’ufficio esecuzioni c’era totale mancanza di personale. Un aiuto è arrivato dal procuratore generale dell’Osso che da Brescia ha inviato a Cremona due dipendenti per reggere un ufficio considerato fondamentale, visto che tratta provvedimenti che riguardano la libertà delle persone.

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Una carenza di organico che peserà non poco con l’imminente processo sul calcio scommesse che sarà celebrato proprio a Cremona, dopo il via libera del Ministero della Giustizia. E’ un processo che mobiliterà tanta gente, e proprio per questo, decidere di farlo a Cremona non è stato semplice. Come alternativa era stata valutata l’ipotesi di un trasferimento nella sala Maffei della Camera di Commercio, sede che avrebbe accolto un maggior numero di persone ma che contemporaneamente avrebbe creato maggiori problemi di sicurezza. La sede, invece, sarà quella del tribunale, con tre aule collegate tra loro da un sistema di videoconferenza. “Il problema se fare o no il processo a Cremona”, ha spiegato il procuratore generale, “era esclusivamente causato dal problema sicurezza. Pensiamo ad esempio alla tifoseria. Ero assolutamente contrario all’ipotesi di farlo svolgere al di fuori del tribunale”.

Sempre per quanto riguarda il processo Calciopoli, il presidente Fischetti, definendo Cremona un “fiore all’occhiello” sotto il profilo degli strumenti informatici, ha ricordato che il fascicolo è stato integralmente digitalizzato (154.000 pagine e migliaia di intercettazioni telefoniche) ed inserito in una piattaforma online che consente ai difensori di scaricare l’intero fascicolo digitale depositato dal pm e gli ulteriori aggiornamenti relativi alla fase preliminare.

Il procuratore di Cremona Roberto di Martino

Il procuratore di Cremona Roberto di Martino

Che le procure del distretto abbiano dimostrato di saper operare anche in “situazioni assolutamente critiche”, lo ha sottolineato lo stesso procuratore generale nella sua relazione, citando anche il caso di Cremona. “La procura di Cremona”, si legge, “si è misurata con una intensissima attività richiesta dalle indagini sui profili criminali di tante vicende relative al mondo del calcio e del tennis, e allo stato è impegnata, insieme alla procura bresciana per i minorenni, nella ripresa e rivisitazione, anche in termini di accertamenti tecnologicamente avanzati, dei profili chiave dell’omicidio di Arianna Zardi perpetrato 14 anni orsono”.

Sempre alta l’attenzione anche in tema di terrorismo di matrice jiadista. “Al momento attuale”, è scritto nella relazione, “non mancano, specie nell’area bresciana e cremonese, stranieri di militanza musulmana estremista che appaiono operare attivamente sul versante della propaganda e dell’arruolamento di soggetti da instradare verso aree di scontri etnici virulenti ed eterogenei al servizio di questa o quella causa, specie quella cosiddetta siriana”.

Per quanto riguarda infine i reati, a Cremona si registra un aumento di quelli contro il patrimonio, stalking, delitti informatici e frodi comunitarie. Il periodo preso in considerazione è quello che va dal primo luglio del 2014 al 30 giugno 2015. Per i reati contro il patrimonio, sono 1.440 i procedimenti accertati a carico di ignoti contro i 1.366 del 2014, mentre sono 730, contro i 510 di due anni fa, quelli a carico di persone note, quindi reati i cui autori sono stati scoperti. Gli episodi di stalking sono passati da 47 a 56, quelli informatici da 3 a 20, mentre le frodi comunitarie da 15 a 24.

Oggi a Brescia a rappresentare Cremona c’erano il presidente del tribunale Ines Marini, il presidente di sezione Pio Massa, la dirigente Laura Poli, il procuratore di Martino e il giudice di pace Luciano De Vita. L’ordine degli avvocati era invece rappresentato dalla presidente Marzia Soldani. Presenti anche il questore Gaetano Bonaccorso e il comandante provinciale dei carabinieri, tenente colonnello Cesare Lenti.

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