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Riorganizzazione Ster,
Regione/Malvezzi: 'Nessuna
sede verrà chiusa'

“Nessuna delle 12 Sedi territoriali della Regione Lombardia (Ster) attualmente presenti sul territorio verrà chiusa”. A rassicurare tutti è il sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata della Regione Lombardia Daniele Nava, in seguito alle preoccupazioni espresse da più parti, tra cui il presidente della Provincia Carlo Vezzini. “Tutti i presidi saranno mantenuti, per continuare ad assicurare i servizi ai cittadini e alle imprese”.

“La riorganizzazione approvata dalla Giunta venerdì scorso – prosegue Nava -, con il passaggio da 12 Sedi territoriali a 8 Uffici territoriali regionali, riguarda solo l’accorpamento delle funzioni direttive, organizzative e amministrative e non la presenza o meno dei presidi territoriali, che, ribadisco, saranno tutti mantenuti. Peraltro, la delibera non prevede la prevalenza di una sede rispetto a un’altra”. “Questo provvedimento – sottolinea il sottosegretario – ha l’obiettivo di rendere più omogeneo ed efficiente il servizio e anche di ridurre i costi, con l’unificazione di alcune posizioni dirigenziali”.

“E’ una misura – afferma Nava – che si è resa necessaria, anche per creare un modello organizzativo più funzionale in vista del 1 aprile, data a partire dalla quale Regione Lombardia assumerà le funzioni, prima delegate alle Province, su agricoltura, caccia e pesca, e accoglierà il relativo personale. Si tratta dunque di una decisione che, senza toccare i servizi ai cittadini, intende rendere più efficiente e meno costoso il sistema, migliorando l’assetto organizzativo. Questa riorganizzazione non pregiudica affatto il lavoro di confronto e condivisione con i territori, promosso dal presidente Roberto Maroni, sul riassetto degli Enti locali. Sono sicuro che questo chiarimento sarà sufficiente a far cessare tutte le polemiche inutili che si sono sollevate in questi giorni”.

Parole di soddisfazione arrivano dal consigliere regionale Ncd, Carlo Malvezzi. “Voglio ringraziare il sottosegretario agli Enti locali di Regione Lombardia, Daniele Nava, per aver fatto chiarezza sui contenuti dell’ultimo provvedimento organizzativo circa il destino delle sedi territoriali della stessa Regione: non è prevista alcuna chiusura degli uffici né di Cremona né di Mantova; ne sarà garantito il mantenimento per continuare ad assicurare servizi ai cittadini e alle imprese” ha detto. “Al contrario si aggiungerà anche lo sportello dei servizi legati a Agricoltura, Caccia e Pesca, competenze che sono tornate in capo a Regione Lombardia”.

“La riorganizzazione approvata dalla giunta venerdì scorso, con la costituzione degli 8 Uffici territoriali regionali (Utr), nasce esclusivamente come esigenza di accorpare le funzioni direttive, organizzative e amministrative delle varie sedi, senza ridurne il numero e senza individuarne la prevalenza degli uni rispetto altri. Per leggere e capire i provvedimenti occorre una certa fatica – ha aggiunto Malvezzi –, quella che ha evitato di fare il consigliere Alloni vista l’infondata notizia che con troppa leggerezza ha diffuso in questi giorni. Alla quale si aggiungono, purtroppo, i commenti ancor più infelici del presidente dell’Area vasta Carlo Vezzini, che addirittura arriva ad attribuire responsabilità ai consiglieri regionali di maggioranza per un fatto inesistente. Un brutto esempio di superficialità e approssimazione di cui spero il PD sia in grado di liberarsi al più presto”.

Malvezzi conclude infine assicurando che “su come suddividere il territorio lombardo esiste un percorso di lavoro già avviato dal presidente Roberto Maroni con l’istituzione di un “Comitato riforme”, di cui faccio parte come rappresentante del Consiglio regionale in qualità di presidente della Commissione Affari istituzionali, al quale partecipano anche Nava, i rappresentanti di Anci, Upl e Unioncamere. L’obiettivo è quello di formulare la proposta di un nuovo ordinamento delle autonomie, che per ciascuna aggregazione territoriale fissi confini, attribuzioni e competenze. Il documento di sintesi del Comitato sarà sottoposto alle valutazioni dei rappresentanti istituzionali ed economici dei territori provinciali su iniziativa dei consiglieri regionali. Questo è il percorso proposto dal presidente Maroni e condiviso dai rappresentati delle istituzioni e del mondo economico”.

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