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Camere di Commercio,
sede Cr o Mn? Questione
ancora in alto mare

Resta ingarbugliata e ancora in alto mare la questione riguardante gli accorpamenti delle Camere di Commercio. L’incontro che la delegazione cremonese, capeggiata dal presidente dell’ente di piazza Stradivari Giandomenico Auricchio, ha avuto nei giorni scorsi a Mantova, non ha sortito gli effetti sperati. La posizione delle categorie economiche del territorio illustrata da Auricchio nel capoluogo virgiliano, seppur con qualche distinguo, è chiara, essendo il mandato a trattare firmato da tutte le associazioni: la sede delle futura Camera di Commercio, che potrà nascere dall’aggregazione tra Cremona e Mantova, deve restare sotto il Torrazzo. Costi quel che costi.

La controparte mantovana avrebbe preso atto della determinazione della delegazione cremonese, e non si sarebbe espressa lasciano dunque aperta la trattativa ma rimandando tutto ad un periodo successivo alla riunione delle categorie economiche mantovane. C’è inoltre attesa – perchè la definizione dei criteri degli accorpamenti sta tutta qui – dei drecreti governativi che dovrebbero essere emanati entro la metà di febbraio. Solo allora sarà possibile capire con precisione sulla base di quali parametri effettuare la riorganizzazione del sistema camerale e quali sedi chiuderanno e quali no. Tre i pilastri su cui si basa la recente normativa: bacini di 75.000 imprese, gratuità delle cariche e servizi di collegamento tra mondo delle imprese e giovani.

Se le Camere non dovessero autonomamente addivenire ad un accordo, non è previsto il commissariamento degli enti bensì una sorta camera di compensazione, gestita a Roma da Unioncamere, allo scopo di facilitare l’accordo. C’è molta preoccupazione tra il personale dell’ente camerale: qualora la sede dovesse essere Mantova, l’ipotesi peggiore, quella di Cremona verrebbe chiusa. Quanto ai dipendenti, inevitabilmente vi sarà un taglio dell’organico, per evitare sovrapposizioni di funzioni. Chi non rientrerà negli esuberi sarà costretto, se vorrà restare, al trasferimento.

Simone Bacchetta

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