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'I soldi o qualcuno muore'
Indagine su estorsione
con ombra mafiosa

di Michele Ferro

I carabinieri stanno indagando su episodi di estorsione sui quali aleggia l’ombra della criminalità organizzata. I fatti vedono come vittima un 50enne cremonese. E’ a lui che un soggetto dalle frequentazioni pericolose e da una condotta passata sospetta ha fatto pressioni per consegne di denaro a più riprese. L’inchiesta non è semplice. E molti particolari sono coperti dal riserbo più assoluto. Ma è certo che una denuncia è già scattata qualche settimana fa nei confronti del taglieggiatore, che in varie occasioni non ha esitato a pronunciare forti minacce per ottenere il denaro.

Tutto è iniziato l’anno scorso. L’estorsore, un coetaneo di origine pugliese, ha intrecciato rapporti di conoscenza con la vittima e progressivamente ha raggiunto un certa confidenza. Poi sono arrivate richieste di denaro in cambio di piccoli favori di vita quotidiana. Dapprima con comportamenti posati, cortesi. Poi, davanti ai primi rifiuti della vittima, la calma ha lasciato spazio all’aggressività. E alle intimidazioni.

Si parla di riscossioni di denaro a cadenza regolare. Una al mese, per diverso tempo. Migliaia di euro. Nelle ricostruzioni, minacce significative. Alle volte allusioni poco chiare a possibili e generiche gravi ripercussioni per il rapporto instaurato in caso di mancato pagamento. Accenni in grado di incutere soggezione. Altre volte riferimenti decisi a possibili conseguenze fisiche, anche mortali, per la vittima o qualche persona a lui vicina. Voce alta. Toni spregiudicati.

Alla fine, sempre nel 2015, l’uomo preso di mira, esasperato, ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri di Cremona. I militari dell’Arma hanno fatto subito partire le indagini. Al vaglio sospetti di un collegamento tra la criminalità organizzata e l’estorsore. Quest’ultimo, dagli atteggiamenti decisi, più volte ha fatto intendere di essere in grado di mobilitare più persone per risolvere la questione, con la violenza se necessario.

 

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