Un commento

Giro di vite contro i predoni
del Po: il bracconaggio
diventa reato penale

Il bracconaggio fluviale, che da tempo affligge le acque del fiume Po potrebbe diventare un reato penale. Lo dice il ‘Collegato agricolo’ approvato ieri alla Camera. Esso contiene numerose misure, tra cui una delle più significative per il nostro territorio è l’introduzione della norma di contrasto al bracconaggio ittico nelle acqua interne, grazie ad un  emendamento presentato da Cinzia Fontana (onorevole cremasca del Pd). “Per la prima volta vengono infatti estese a fiumi, laghi, canali, acque dolci, le sanzioni previste per la pesca illegale nelle acque marittime, elevando da illecito amministrativo a reato penale la pratica della pesca abusiva” commenta la deputata.

Un intervento molto importante, quindi, “per contrastare la pesca di frodo che sta devastando i nostri fiumi e canali” evidenzia ancora Fontana. “Un risultato di grande rilevanza rispetto ad un fenomeno, quello del bracconaggio ittico, che si è sviluppato soprattutto in molte regioni del Nord, in particolare sul Po, e che causa danni irreversibili in campo ambientale, sanitario, economico, oltre che alla stessa pesca sportiva”.

Da recenti studi è emerso infatti un quadro drammatico: i “predoni” hanno impoverito del 30% la fauna ittica. Il rischio è che nel giro di due anni la pesca ricreativa – un mercato da 1,5 milioni di appassionati e 2 milioni di euro di indotto – non esisterà più. Dopo il passaggio al Senato per la sua approvazione definitiva, il ‘Collegato agricolo’ sarà legge e le Regioni dovranno adeguare i propri ordinamenti in materia di contrasto al bracconaggio ittico nelle acque interne.

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Commenti
  • Andrea

    Perché? Esistono anche reati non penali??? Almeno l’italiano!