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Cremona città dei bambini?
Riflessioni di una mamma
dopo seminario in Comune

Cremona è ancora ‘città dei bambini’, titolo di cui anni fa era stata insignita per le attività e le strutture messe in campo dal Comune? Sì, secondo il seminario organizzato da Anci, Cnr ed ente locale martedì scorso in sala Zanoni; un mezzo no, a sentire una delle mamme che erano tra il pubblico. Il seminario “I comuni per i diritti dei bambini” era  iniziato con una riflessione sull’attualità della filosofia del progetto “La città dei bambini e delle bambine”, ideata agli inizi degli anni ’90 da Francesco Tonucci.

Tra il pubblico c’era anche Elisa Boldori, nota a Cremona come ideatrice e realizzatrice del Vanitas’ Market, ma in questo caso in veste di giovane mamma. Per la precisione, una delle mamme che con il gruppo Facebook “Mamme di Cremona e dintorni” hanno scritto un’appassionata lettera al Comune per chiedere che la piccola Biblioteca di fianco al Museo Civico di via Ugolani Dati cambi orario di apertura e non chiuda alle 17, quando cominciano ad arrivare i bambini di materne ed elementari, all’uscita di scuola.

“Il primo intervento – scrive Boldori –  è stato di Antonella Prisco, ricercatrice del Cnr di Roma, pedagogista, che ha parlato del ruolo attivo che dovrebbero avere i bambini nelle scelte che li riguardano (scuola, famiglia, anche politica) citando la convenzione del diritti del fanciullo del 1989.
Poi ha parlato l’assessore Maura Ruggeri. Pare che Cremona abbia in passato vinto un premio come “città dei bambini”, il che mi ha lasciato un po’ perplessa, visto che la percezione delle mamme che conosco è che non ci siano spazi di aggregazione.
Ha parlato di necessità di riappropriazione degli spazi pubblici per i bambini, ma tutto il discorso verteva più sulla cittadinanza attiva (leggasi volontariato) e sul ruolo dei genitori e della famiglia.
In pratica l’idea dominante é che le autorità lancino e coordinino idee e progetti, ma che poi siano i genitori e i volontari gli effettivi agenti di queste trasformazioni.
Mia riflessione: ma davvero siano tutti più incivili oppure il Comune sta sempre di più ‘mollando’ e diventando inefficiente nella pulizia e sicurezza degli spazi pubblici? La cittadinanza attiva non può diventare un alibi, dev’essere una risorsa aggiuntiva, non la base per un progetto.
Poi c’è stata una presentazione dei progetti in corso, solo nei quartieri periferici (Boschetto, zona Po e parco Sartori, Cambonino), mirati al recupero degli spazi di socializzazione e al recupero dell’autonomia dei bambini (ad esempio il Piedibus) e della necessità, anche qui, della cittadinanza attiva per tessere una rete nel quartiere.

“Un’ipotesi interessante che é saltata fuori é l’idea di aprire le scuole al di fuori degli orari normali ad eventi, lavoratori, incontri per diventare così lo spazio di riferimento e aggregazione dei quartieri, aggiungo io una versione laica dell’oratorio. In effetti ottima idea, sempre che ancora una volta non si punti troppo sul volontariato…
“Alla fine sono intervenuta chiedendo attenzione non solo ai quartieri periferici ma anche al centro città, che é abbandonato sia dalle iniziative private che da quelle pubbliche.
Ho sollevato inoltre la necessità di un sostegno non solo tramite sporadiche anche se lodevoli iniziative, ma nella quotidianità, raccontando la questione biblioteca dei piccoli (per chi non lo sapesse, il gruppo Facebook mamme di cremona e dintorni di cui faccio parte ha mandato una lettera alle autorità per sottolineare l’inutilità di un servizio per i bambini che é aperto solo negli orari in cui i bambini sono a scuola). L’assessore si é dimostrato interessato e possibilista”.

g.biagi

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