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Dissesto idrogeologico,
62 comuni del territorio
a rischio (993 km/2)

Il maltempo di questi giorni e i danni da esso provocati riporta l’attenzione sul tema del rischio idrogeologico, soprattutto a fronte dei preoccupanti dati emersi dal Rapporto Ispra Dissesto Idrogeologico, pubblicato nei giorni scorsi. I numeri, per il nostro territorio, sono tutt’altro che positivi: oltre la metà dei comuni (62 in tutto), infatti, sono soggetti al rischio, per un totale di 53,9% della provincia (VEDI TABELLA).

La superficie interessata dal rischio è quindi pari a 993 chilometri quadrati (su un totale di 1.770), così suddivisi: il 10% (176) con indice di pericolosità elevata (P3), il 12,3% (218,4) con indice di pericolosità medio (P2) e il 33,8% (597,9) con indice di pericolosità basso (P1) (VEDI TABELLA).

Parlando del rischio di alluvioni in aree interessate dalla pericolosità idraulica, esso riguarda complessivamente 92.314 persone, su una popolazione di 357.623 (dati Istat 2011). Di questi, 21.817 (6,1%) persone sono a rischio elevato, 10.944 (3,1%) sono a rischio medio e 59.553 (16,7) sono a rischio basso (VEDI TABELLA).

Il rapporto analizza anche il rischio di imprese e di beni culturali. Per le prime, si evince che quelle a rischio sono complessivamente 6.994 (su 27.495), ossia il 25% circa. In particolare, il 5,9% (1.661) sono in area ad elevato rischio, il 2,8% (770) sono in area a rischio medio e il 16,8% (4.613) sono in area a rischio basso. Per quanto riguarda invece i beni culturali, emerge che complessivamente il 27,8% (165 su 590) si trova in zone a rischio idrogeologico. In particolare, il 5,9% dei beni culturali sorge su aree ad alto rischio, il 2,)% in aree a medio rischio e il 19,2% in zone a basso rischio.

Infine le superfici artificiali presenti in provincia di Cremona, 162,8 chilometri quadrati in tutto, sono a rischio per il 39,5%, concentrate soprattutto nelle zone a bassa pericolosità (26,4%). In quelle a pericolosità media ci sono il 5,2% delle superfici, mentre il 7,9% sono nelle aree ad alto rischio di pericolosità idraulica.

I DATI NAZIONALI

Le Regioni con i valori più elevati di superficie a pericolosità idraulica media P2 sono Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte e Veneto. La notevole estensione delle aree a pericolosità idraulica media in Regione Emilia-Romagna è legata, oltre che al reticolo idrografico principale e secondario naturale, anche alla fitta rete di canali artificiali di bonifica.

La popolazione residente esposta a rischio alluvioni in Italia è pari a: 1.915.236 abitanti (3,2%) nello scenario di pericolosità idraulica elevata P3 (tempo di ritorno fra 20 e 50 anni); 5.922.922 abitanti (10%) nello scenario di pericolosità media P2 (tempo di ritorno fra 100 e 200 anni) e 9.039.990 abitanti (15,2%) nello scenario P1 (scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi).

Le regioni con i valori più elevati di popolazione a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità idraulica media P2 sono Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria. Le unità locali di imprese (IM) esposte a rischio alluvioni in Italia sono: 186.266 (3,9%) nello scenario a pericolosità idraulica elevata P3; 576.535 (12%) nello scenario a pericolosità idraulica media P2 e 879.364 (18,3%) nello scenario a pericolosità idraulica bassa P1. Le Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Liguria e Lombardia presentano il numero più elevato di unità locali di imprese a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità idraulica media P2. Su base provinciale i valori più elevati si registrano in provincia di Bologna, Firenze, Reggio Emilia e Ravenna.

I Beni culturali a rischio alluvioni in Italia sono risultati 12.563 (6,6%) nello scenario di pericolosità idraulica elevata P3, 29.005 (15,2%) nello scenario di pericolosità idraulica media P2 e 40.454 (21,2%) nello scenario di pericolosità bassa P1. Tra i comuni con più elevato numero di Beni culturali a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità media P2 figurano le città d’arte di Venezia, Ferrara, Firenze, Ravenna e Pisa; se consideriamo lo scenario a pericolosità bassa P1 si aggiunge anche la città di Roma.

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