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Raffineria di cocaina in casa
4 anni al prof di matematica
Il fratello patteggia

Uno ha patteggiato, l’altro è stato processato con il rito abbreviato e condannato. Sono i due fratelli cutresi Antonio ed Ercole Salerno, il primo ai domiciliari, il secondo in carcere, arrestati nel maggio del 2015 dai carabinieri per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Uno ha patteggiato, mentre l’altro è stato processato con il rito abbreviato e condannato dal gup Letizia Platè. Sono i due fratelli cutresi Antonio ed Ercole Salerno, il primo ai domiciliari, il secondo in carcere, arrestati nel maggio del 2015 dai carabinieri di Fiorenzuola per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Antonio, professore di matematica residente a San Marino di Gadesco, è stato condannato ad una pena di quattro anni, così come chiesto dal pm Carlotta Bernardini, mentre il fratello Ercole, reo confesso, ha patteggiato tre anni, otto mesi e venti giorni di reclusione. Entrambi erano difesi dall’avvocato albanese Gentian Alimadhi del foro di Parma.

Il blitz degli inquirenti che aveva portato alla scoperta di una raffineria di cocaina a due passi da Cremona era avvenuto in due abitazioni: la casa di San Marino di Gadesco dove abitavano sia Antonio, 56 anni, incensurato, laureato in chimica e biologia, celibe e insegnante di matematica e scienze a Pieve San Giacomo, che Ercole, 48 anni, con precedenti per rapina, e un’abitazione di Castelverde usata come deposito. Nelle due case erano stati sequestrati 200 grammi di benzocaina, una sostanza da taglio di alta qualità, 200 grammi di mannitolo e 500 di caffeina, altre sostanze usate per il taglio e 200 grammi di cocaina da lavorare. Secondo quanto ricostruito dai militari, il laboratorio produceva medaglioni da 10 grammi e panetti da 100 grammi di coca. Diverso materiale utilizzato per il lavoro illecito proveniva da acquisti effettuati grazie a contatti via internet e il laboratorio era attivo da circa un mese. Durante le indagini che avevano portato all’arresto dei due fratelli erano stati sequestrati anche documenti riconducibili a soggetti implicati nella maxi inchiesta anti n’drangheta ‘Aemilia’ ed erano emersi contatti con Maurizio Cavedo, l’ex sovrintendente della polizia stradale di Cremona residente a Castelvetro Piacentino, finito tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare nell’inchiesta Aemilia e detenuto in Venezuela proprio per possesso di coca.

Nell’interrogatorio di garanzia, Ercole Salerno aveva cercato di scagionare il fratello, prendendosi tutte le colpe. Al giudice, Antonio aveva raccontato di aver ospitato il fratello nella sua abitazione di San Marino di Gadesco perché nella sua casa mancava la luce. L’ospite occupava la stanza nella quale Antonio custodiva tutta una serie di sostanze e strumenti che a suo dire utilizzava per preparare gli esperimenti da mostrare agli studenti durante le lezioni. Il lavoro lo teneva occupato tutto il giorno, tanto che aveva dichiarato di non essere stato quasi mai in casa, e di sera andava a letto presto. Era quindi completamente all’oscuro che in quella camera si raffinasse cocaina. Per la procura, invece, Antonio era perfettamente a conoscenza dell’attività del fratello, anzi: avrebbe addirittura sfruttato le sue conoscenze di chimica per tagliare stupefacenti.

L'avvocato Gentian Alimadhi

L’avvocato Gentian Alimadhi

IL CLANDESTINO CHE DIVENTO’ AVVOCATO: Nel 2010 l’avvocato Gentian Alimadhi, albanese, era stato ospite della trasmissione Rai “I Fatti Vostri”. Intervistato dal conduttore Giancarlo Magalli, aveva raccontato la sua storia. Gentian è arrivato in Italia negli anni ’90 in uno dei tanti sbarchi di clandestini. Allora aveva 20 anni ed era iscritto all’università di Tirana alla facoltà di Ingegneria con indirizzo in Architettura. Dopo un anno è arrivata la voglia di raggiungere l’Italia, un paese che conosceva attraverso i giornali. A Parma abitava già suo fratello. Nel 1993 Gentian si è imbarcato a Valona ed è arrivato ad Otranto. Ha raggiunto il fratello e nel frattempo ha trovato lavoro in un calzaturificio. Intanto è arrivata la sanatoria grazie alla quale ha potuto regolarizzarsi. Nel 2010 ha ottenuto la cittadinanza italiana. Gentian ha pure ripreso a  studiare. A Parma non c’era la facoltà di Architettura, e quindi si è iscritto a Giurisprudenza. Dopo due anni di pratica ha aperto un suo studio legale.

Sara Pizzorni

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