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Trivelle e acqua, le due
questioni verdi che
dividono il centrosinistra

Il referendum del 17 aprile sulla ricerca di idrocarburi al largo delle coste italiane, promosso da 8 Regioni, fa litigare la coalizione di centro sinistra anche a livello locale. Per lunedì prossimo, 21 marzo, la formazione di Sinistra Italiana (i fuoriusciti dal Pd, tra i quali i più noti sono Stefano Fassina e Massimo D’Attorre e in cui sono confluiti i parlamentari di Sel) fa la sua prima uscita pubblica a Cremona con il parlamentare Franco Bordo, appunto per lanciare le ragioni del Si al referendum, nella sede di via Cadore. Saranno insieme a Bordo il consigliere comunale Filippo Bonali e Lapo Pasquetti. In queste stesse ore inoltre Bordo si smarca decisamente dalla linea del Pd locale, in particolare del segretario provinciale Matteo Piloni e del componente di segreteria regionale Vittore Soldo, confutando la loro posizione espressa ieri in una lettera aperta (leggi qui).

«No – controbatte Bordo –  cari Matteo e Vittore, sulla questione acqua pubblica non potete aggrapparvi a un tecnicismo referendario, dicendo che il PD non tradisce la volontà popolare.
«A me pare invece, e lo stanno capendo bene molti italiani, che, a quasi cinque anni dalla straordinaria vittoria referendaria, il Governo voglia chiudere definitivamente i conti con quell’anomalia di partecipazione e decisione popolare e aprire la strada di gestione, con relativo profitto, dell’acqua e dei beni comuni ai grandi gruppi finanziari. La proposta di legge che si sta discutendo alla Camera è, di fatto, la proposta di iniziativa popolare presentata dal Forum per l’acqua pubblica, ripresentata nel 2014 da Deputati di vari partiti con le firme anche di esponenti del Partito Democratico. La soppressione, voluta dai vertici del PD, dell’articolo 6, che disciplina i processi di ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, di fatto svuota e stravolge l’impianto generale del testo e ne travisa i principi essenziali», attacca il parlamentare di Sinistra Italiana.
«È un fatto grave in sé e diventa ancor più grave per la storia, il percorso peculiare, l’impegno di migliaia di cittadini, il voto di milioni di elettori che hanno portato a questa proposta di legge, tra l’altro voluta e condivisa dall’intero gruppo parlamentare appositamente istituito. Il testo attuale, se non verrà modificato, snatura i principi con cui è stato proposto è certamente tradisce la volontà popolare. È per questo che io, con i Deputati di Sinistra Italiana e 5 Stelle, ho ritirato la firma dall’attuale testo».

Le divisioni nel centrosinistra sono anche interne allo stesso Pd per quando riguarda il referendum: la parte più governativa del partito chiede l’astensione, posizione osteggiata dalla minoranza dem. A Cremona su questo stesso tema scendono anche in campo le associazioni Legambiente, Acli, Arci, AmbienteScienze, Andiamo Oltre, A Tutto Compost, CreaFuturo, Filiera Corta Solidale, Salviamo il Paesaggio, WWF con l’iniziativa del 22 marzo prossimo, alle ore 18 presso la Sala Forum di via Speciano 2. L’incontro sul tema “Difendiamo i nostri mari” intende puntare l’attenzione sulla decarbonizzazione dell’economia italiana. Ospiti: Oreste Magni, Ecoistituto della valle del Ticino e del movimento Rifiuti Zero; Dario Faccini, segretario dell’Associazione nazionale per lo Studio del Picco del petrolio.

g.biagi

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