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Doppio picchetto del
Comitato, rinviato lo
sfratto per due famiglie

Questa mattina il Comitato AntiSfratto di Cremona ha organizzato due presidi per altrettante abitazioni di famiglie, con minori, residenti in via Commenda di Malta, sotto sfratto da pochi mesi. “Resistenza, solidarietà e determinazione sono le parole chiave che hanno accompagnato la mattinata del picchetto e che hanno determinato l’impossibilità per l’ufficiale giudiziario di eseguire lo sfratto data anche la nutrita partecipazione di famiglie anch’esse sotto sfratto o in prossimità dello stesso permettendo così ai due nuclei famigliari di  non finire in mezzo ad una strada” fanno sapere dal Comitato.

Gli sfratti sono stati rinviati al 18 maggio, data successiva al periodo dell’ assegnazione degli alloggi popolari messi a disposizione, di cui ad ora non si conosce ancora il numero esatto. Un numero che però, secondo il Comitato, “sicuramente non potrà far fronte alle numerose richieste di alloggi delle famiglie incolpevolmente morose. Nonostante in città e provincia numerose famiglie vengano respinte dagli sportelli degli assistenti sociali a causa di mancanza di alloggi disponibili, a loro dire, il vuoto abitativo in città e provincia continua ad essere numeroso ed evidente”.

Attacco anche al gruppo consiliare che sostiene il sindaco Galimberti. “Fare nuova la città per noi significa non lasciare nessuno senza un tetto sopra la testa, assegnando tutte quelle case popolari che ad oggi sono vuote (si veda via Platina, che occupammo nell’ottobre 2013 con diversi nuclei famigliari sfrattati) e smettendo di fare gli interessi di palazzinari ed enti di housing sociale” continua il Comitato. “Queste situazioni verranno aggravate dalla Legge Regionale sulla Casa, di cui nessuno parla, e che favorirà privati e metterà maggiormente in difficoltà chi non può fare fronte al pagamento di affitti calmierati, di case inadeguate alla richieste basilari delle famiglie e spesso e volentieri ammuffite o con evidenti problemi strutturali, bollette gonfiate dagli errori di costruzione d’impianti fatiscenti già ora, che l’annoso problema delle assegnazioni e nelle mani di Aler e Comune”.

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