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Referendum: Pd compatto
sul no, con l'eccezione
di Alessia Manfredini

Pd diviso, sul piano locale come su quello nazionale, verso il referendum del 17 aprile sul sì o no all’abrogazione della norma che proroga le concessioni alle trivellazioni petrolifere in mare aperto fino all’esaurimento del giacimento, superando quindi il limite di durata delle concessioni. Il documento uscito dall’assemblea provinciale lo scorso 30 marzo dà un colpo al cerchio e uno alla botte: lo strumento referendario è un importante momento di partecipazione diretta alla vita del paese e alle sue scelte politiche ma – si legge- “data anche la complessità del tema, riteniamo l’utilizzo di tale strumento non adeguato, in questa occasione, soprattutto sul quesito posto”.

piloni-evid Infatti, secondo il Pd a guida Matteo Piloni, “il quesito riguarda solo la durata delle trivellazioni già in atto entro le 12 miglia dalla costa, e non riguarda le attività petrolifere sulla terraferma, né quelle in mare che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri); non riguardando attività sulla terraferma, è assolutamente infondato, oltre che improprio, qualsiasi riferimento a trivellazioni che potrebbero interessare anche il nostro territorio; sul tema specifico, e cioè quello delle trivellazioni in mare, riteniamo fondamentale il lavoro che ha svolto il Governo, sia nello Sblocca Italia sia nella Legge di Stabilità 2016, per migliorare le tutele e le salvaguardie ambientali per questo tipo di impianti (…). Tenendo in considerazione – conclude il documento – le varie sensibilità che convivono nella nostra comunità politica senza escluderne e marginalizzarne nessuna, l’assemblea provinciale del Partito Democratico di Cremona si esprime a favore della libertà di espressione al voto al referendum del 17 aprile prossimo e si impegna a portare questa sua posizione di fronte alla direzione regionale e nazionale del Partito Democratico”.

pizzetti-dentrp Favorevole alla partecipazione al voto è il senatore Pd Luciano Pizzetti, anche in vista del referendum di ottobre sulla riforma costituzionale: predicare oggi l’astensione e poi chiedere agli italiani di andare a votare in autunno è contraddittorio e mina la credibilità già fragile dei partiti. “Andrò a votare e voterò no”, aggiunge Pizzetti, perchè “la norma che s’intende abrogare prevede che le concessioni delle piattaforme in funzione siano prorogate non temporalmente ma sino all’esaurimento del giacimento. Non c’è impatto aggiuntivo. Nel rapporto costi-benefici, dato il tempo di difficoltà socioeconomiche, ritengo che la via indicata dalla legge possa essere ragionevolmente percorsa”.

Coerente con la linea del provinciale è l’assessore all’Area Vasta Andrea Virgilio e anche quella del consigliere comunale e membro della segreteria regionale Luca Burgazzi, che invece su un altro tema con risvolti ambientali, l’autostrada Cremona Mantova, si è espresso in maniera contraria alla linea della segreteria provinciale, insieme a Roberto Poli. “Personalmente – afferma Burgazzi – sono dell’idea di seguire la linea del no al quesito referendario; sono ancora perplesso sull’astensione o sul voto negativo. Mi pare che si stia utilizzando lo strumento del referendum in maniera sbagliata, si leggono dei volantini che dicono tutto e il contrario di tutto. Lo schieramento del sì, che va dalla sinistra alla Lega al M5S, mi pare più che altro tentato dal fare uno sgambetto a questo Governo”.

manfredini-alessia-ev A distinguersi nettamente nel panorama prevalente nel Pd locale è l’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini, molto più vicina alle posizioni illustrate sabato scorso dal Comitato per il Si e da Sinistra Italiana. “In vista del referendum del 17 aprile – afferma – condivido la scelta da parte del Pd provinciale di lasciare la libertà di voto. Nel Pd ci sono opinioni e sensibilità diverse che meritano rispetto e attenzione.

“Per questa ragione, non posso condividere l’invito all’astensione. Il referendum è e resta uno strumento di partecipazione importante, e lo sarà sempre di più perché con la riforma costituzionale il quorum sarà ridotto, basterà il 50 per cento dei votanti all’ultima tornata elettorale, non il 50 per cento degli aventi diritto. Inoltre trovo sbagliato non aver fatto di tutto per accorpare il referendum con le elezioni amministrative di giugno.
Spero che nelle prossime settimane ci sia anche la volontà di dare una corretta informazione sul tema. Partendo anche dai passi importanti compiuti negli ultimi mesi dal Parlamento. Infatti 5 quesiti su 6 avanzati dalle Regioni sono risultati da stimolo, hanno trovato risposta nella legge di Stabilità e hanno permesso di arrivare alla normativa più restrittiva di tutta Europa. Un solo quesito, quello del referendum del 17 aprile, non ha trovato una sintesi tra Governo e le 9 Regioni che hanno promosso il referendum.

“Nel merito, senza rincorrere a facili slogan che caratterizzano questo referendum su entrambi i fronti, basta vedere i video spot fuorvianti e cartoline, lavoratori, fonti rinnovabili, il mare nostro: credo che sia importante andare tutti a votare, ed esprimere la propria opinione e partecipare.

“Io voterò si, consapevole del quesito limitato e degli effetti (riguarda solo la proroga o meno per alcuni impianti presenti e a volte non funzionanti entro le 12 miglia) perché credo che il Governo debba andare verso politiche più decise nel ridurre il ricorso alle fonti fossili, in coerenza con la direzione indicata dalla COP21 di Parigi per contrastare i mutamenti climatici e abbandonare una politica energetica superata dai fatti e assolutamente inadeguata alle sfide che ci attendono”.

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Commenti
  • antonio1956

    Brava Alessia !

    • Nokia

      Come si è comportata con Tamoil? Combatte i carburanti fossili purché lontani da Cremona?

  • Nokia

    Un referendum che serve a capire chi difende l’ambiente o chi difende la sua idea dell’ambiente. Il quesito su cui si vota non ha niente a che fare con l’ambiente , ma solo con l’attribuzione dei poteri. Chi l’ha voluto (chi vota si) sono i governatori frustrati del centro sinistra e del centro destra con i 5 stelle ed i comitati no tutto, chi vota no ritiene che il governo abbia ragione (ma quelle del PD sono brave a fare danni, sono assolutamente inadeguate per il presente, figuriamoci per il futuro). Poi, c’è il popolo che nella maggioranza li manderà a ….